EDITORIALE MILAN PRIMAVERA

Saranno famosi: la miniera d’oro del Milan Primavera

Dopo anni bui per il settore giovanile del Milan, quest’anno il club rossonero è tornato a contare su una Primavera all’altezza delle aspettative.

È una rinascita che parte da lontano, dalla fallimentare retrocessione in Primavera 2 nel 2018-19 ed il rapido ritorno in massima serie nella stagione successiva. Dagli investimenti sui giovani da parte di Elliott e dal rischio di una nuova, beffarda retrocessione al termine della scorsa stagione.

Perché anche dopo il ritorno in Primavera 1, questo Milan non aveva mai trovato la giusta continuità – o una giusta struttura di squadra – per puntare alle zone più alte della classifica. La rinascita parte da lontano, ma si concretizza rapidamente durante la scorsa estate.

Dopo l’esonero di mister Giunti, arriva la decisione di affidarsi ad Ignazio Abate, uno che nel vivaio rossonero ci è cresciuto, fino all’affermazione in prima squadra e fino alla fascia da capitano del suo Milan. L’ex terzino, la cui carriera da allenatore è iniziata soltanto un anno fa nelle giovanili rossonere, ha stupito tutti con i suoi U16, con i quali è arrivato fino alla finale scudetto.

Ed è proprio Abate a contribuire sin da subito a questa rinascita. Sua la scelta di portare con sé diverse colonne della sua U16. Sotto età per la categoria, ma ritenuti dal mister pronti per affermarsi a livelli più alti. Il suo Milan Primavera, con una delle rose più giovani in assoluto, parte male in campionato – complice l’inesperienza – ma vola sin da subito in Youth League.

In Europa i ragazzi di Abate affrontano alcune delle formazioni giovanili più forti in assoluto (basti pensare alla quantità di talenti sfornati ogni anno da Chelsea, Salisburgo e Dinamo Zagabria), e chiudono la fase a gironi da imbattuti, qualificati agli ottavi di finale con una partita d’anticipo.

Un risultato storico, soprattutto se si pensa all’età media messa in campo ogni partita dai rossoneri.

Ma l’età non conta quando c’è il talento. E questa squadra, di talento, ne ha da vendere. Dal portierino Lapo Nava, figlio d’arte, che non sta facendo sentire la mancanza di Desplanches, a Chaka Traoré, il “Leao” del futuro. Dalla sorpresa Zeroli, classe 2005, all’affermazione di Lazetic. E nonostante questo Milan faccia ancora fatica a trovare la giusta continuità in campionato – dove i tanti impegni ravvicinati si fanno sentire – i tifosi rossoneri possono dormire sonni tranquilli.

Let Abate cook”. Lasciate lavorare Abate. Lasciate lavorare questi ragazzi, perché un giorno ne sentiremo parlare ancora.