L’ex calciatore di Juventus e Milan, Leonardo Bonucci, si è espresso così ai microfoni di Radio Serie A. Tra i temi toccati, il trasferimento alla corte del Diavolo dopo sette anni consecutivi con la Vecchia Signora. Di seguito un estratto delle parole di Bonucci:
“Ho fatto delle scelte che non condividerà qualcuno, ma in quel momento era giusto lasciare il posto che, per me, consideravo casa, ovvero la Juventus. Non è stato certo facile, ma senza quella decisione non sarei l’uomo che sono oggi e non avrei incontrato una persona importante come Rino Gattuso”.
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“Passare dal Bari alla Juve – prosegue Bonucci – è stato un salto importante, ma ho avuto la fortuna di ambientarmi subito nello spogliatoio e di entrare presto in sintonia con i senatori, con il mister e con la dirigenza. Con Conte abbiamo capito cosa vuol dire essere Juventus e vincere con la Juventus: ci ha trasmesso una mentalità ben precisa, come dice la famosa frase, ‘vincere è l’unica cosa che conta’”.
“A parte Gigi (Buffon ndr.) che era già il numero uno, noi tre (lui, Barzagli e Chiellini ndr.) ci siamo un po’ completati a vicenda: quello che mancava a uno veniva compensanto dall’altro. Ci siamo studiati anche conoscendoci fuori dal campo e questo ci ha aiutato tantissimo nella carriera, come si è visto dai risultati”, ha concluso Bonucci.

La parentesi di Bonucci al Milan
Arrivato nell’estate delle “cose formali”, ossia nel 2017, per 42 milioni di euro, Leonardo Bonucci si candidò non solo a essere l’acquisto più oneroso della storia del Milan, ma anche un punto di riferimento per i prossimi anni. La fascia di capitano consegnatagli al suo arrivo, infatti, certificò l’importanza data dalla società per quanto riguardò il suo arrivo. Tuttavia, il difensore italiano non rispettò le aspettative. Bonucci fece tanta fatica ad ambientarsi nel mondo Milan. Salvo qualche sporadico momento, come il gol realizzato contro la Juventus con annessa esultanza sotto la curva dei suoi ex tifosi, il classe ’87 non lasciò il segno e, l’estate dopo, fu coinvolto in uno scambio con Caldara che gli consentì di tornare a giocare nel club bianconero.
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