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Chiara la posizione di Milan e Inter dopo l’inchiesta su San Siro: le ultime

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San Siro nell’occhio del ciclone. Nella giornata di ieri la GDF ha perquisito la sede di M-I Stadio (società operata da Milan e Inter per la gestione del Meazza) dando vita ad un’indagine sulla cessione dello storico impianto. Sono 9 finora gli indagati, tra manager delle due squadre e figure del Comune di Milano. Tra questi spicca il nome di Alessandro Antonello, ex AD dell’Inter. I due club, visto il coinvolgimento penale della vicenda, hanno la possibilità di rescindere il contratto di acquisizione firmato con il Comune lo scorso 30 settembre. La posizione di Milan e Inter però sembra netta.

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LA RICOSTRUZIONE

I reati ipotizzati dagli inquirenti riguardano quelli di turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio. Le intenzioni delle società per demolire San Siro, infatti, sarebbero state note in Comune dal 2017. In termini più semplici, la Procura sostiene che Milan e Inter siano stati favoriti dal Comune nella procedura di acquisto di San Siro e delle sue aree limitrofe. «Il Comune si è discostato dai principi della legge stadi per una operazione speculativa» accusano i pm. Pronta la risposta del sindaco Sala il quale sostiene che «la legge Stadi e le procedure di partenariato pubblico privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici. Queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche».

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Cosa succede adesso e la posizione dei due club

La vastità di materiale raccolto dalla GDF necessita di tempo per essere analizzato. Non è da escludere un rallentamento delle operazioni di costruzione del nuovo stadio la cui inaugurazione è prevista per il 2031. Le sedi di Milan e Inter non sono state perquisite, ed in merito all’ipotesi di una rescissione del contratto firmato con il comune (possibilità prevista in caso di procedimenti penali) la loro posizione resta la stessa. Come scrive Il Corriere della Sera, al momento da non sembra esserci un livello di apprensione alto dunque rossoneri e nerazzurri non abbandonano la loro strada e vanno avanti, in attesa di comunicazioni ufficiali.

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