In occasione dei suoi 80 anni, Ariedo Braida è stato protagoista di un’interessante intervista realizzata dai colleghi di Tuttosport. Ai taccuini del quotidiano torinese l’ex dirigente rossonero, tra i tanti i temi affrontati, ha parlato anche del Milan attuale. Dai motivi per i quali questa squadra non è ancora pronta a vincere lo scudetto, alle parole su Massimiliano Allegri. Di seguito riportati alcuni dei passaggi più interessanti.
Sulle ambizioni da scudetto del Milan
«Per il primo posto manca un gruppo di giocatori più strutturato. Servono elementi che abbiano qualcosa in più, altrimenti con questa rosa il Milan non ce la farà mai a vincere il campionato. Devono aggiungere 2-3 campioni alla Modric e Rabiot: gente che alza il livello del gruppo e di qualità superiore. A partire dall’attacco».
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Su Allegri
“Max l’abbiamo portato al Milan per la prima volta io e Galliani nel 2010: è un grande allenatore e un vincente. Chi ha successo, vuol dire che è bravo e Allegri dove è andato ha sempre fatto bene. Sta facendo un grande lavoro per riportare i rossoneri ai primi posti. Cosa ha di speciale Max? Conosce il calcio e i calciatori: pensa sia importante vincere e gioca in funzione di quello. La sua virtù è il saper gestire le situazioni: sa motivare e capire le problematiche dei giocatori. Inoltre Max è bravissimo a comunicare. Il Milan deve tenerselo stretto“.
Il ricordo di Berlusconi
«Vedeva più avanti di tutti. Ricordo ancora che il primo giorno di Milan ci disse: dobbiamo diventare la squadra più forte del mondo ed essere più forti dell’invidia, delle ingiustizie e della sfortuna. Direi che ci siamo riusciti. Oggi manca una persona del genere nel nostro calcio. Berlusconi resta inarrivabile e insuperabile».
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