Scossone nel mondo arbitrale italiano. Il designatore di Serie A e B Gianluca Rocchi ha deciso di autosospendersi dal proprio incarico, una scelta maturata nelle ultime ore alla luce dell’indagine avviata dalla Procura di Milano che lo vede coinvolto con l’ipotesi di concorso in frode sportiva.
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L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, si inserisce in un quadro investigativo più ampio che riguarda il campionato 2024-2025 e che punta a verificare eventuali irregolarità sistemiche all’interno del calcio italiano. Un filone che non si limita al solo settore arbitrale, ma che coinvolge diversi livelli del sistema, dalla FIGC ai club, fino alla giustizia sportiva, richiamando inevitabilmente alla memoria precedenti pesanti come Calciopoli.
Il designatore, parlando ai canali dell’ANSA, ha dichiarato:
“In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can. Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima. Il grande amore per la mia associazione ed il senso di responsabilità per il ruolo ricoperto mi portano prima di tutto a tutelare un gruppo così importante di atleti che non voglio possa essere condizionato in alcun modo dalle mie vicende, in attesa di novità, che mi auguro quanto prima possano arrivare per chiarire la mia posizione”.
Sempre all’ANSA, oggi, Rocchi aveva dichiarato:
“Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia. Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura”.
Non è finita qui. Tra gli episodi finiti sotto la lente degli inquirenti ci sarebbe anche una gara di Serie B dello scorso marzo, in cui l’attenzione si concentra sul ruolo del VAR e sulle comunicazioni intercorse durante una decisione arbitrale particolarmente delicata. In questo contesto risulta indagato anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, per il quale si ipotizza un coinvolgimento, insieme ad altri soggetti, nella gestione di un episodio legato a un calcio di rigore assegnato nel corso di Salernitana-Modena. Secondo quanto emerge, l’attenzione degli investigatori si concentra sulle interlocuzioni che avrebbero portato alla revisione dell’azione al monitor, con il direttore di gara Antonio Giua e l’addetto VAR Luigi Nasca coinvolti nella dinamica decisionale.
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