In una serata destinata a restare impressa nella memoria dei tifosi rossoneri, San Siro ha trovato un ultimo, forte momento simbolico nel nome di Paolo Maldini.
Con il Milan sotto 3-0 contro una sorprendente ma concreta Atalanta, il clima attorno alla squadra è precipitato definitivamente. Dopo la dura contestazione nei confronti dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, culminata con cori e striscioni prima della gara e con l’abbandono dello stadio da parte della Curva Sud Milano durante il secondo tempo, lo stadio è rimasto immerso in un silenzio quasi irreale.
Un silenzio spezzato soltanto da qualche sporadica iniziativa offensiva dei rossoneri e, soprattutto, da un coro carico di significato arrivato all’84’: “Paolo alè, Paolo Maldini”. Un messaggio diretto, forte, che ha trasformato lo storico capitano milanista nel simbolo della protesta contro l’attuale proprietà guidata da Gerry Cardinale e contro la dirigenza rossonera.
L’allontanamento di Maldini nel giugno 2023 continua infatti a rappresentare, per una larga parte della tifoseria, il punto di rottura con l’attuale gestione societaria. Il suo nome viene oggi evocato come emblema dell’identità milanista perduta, in contrapposizione a un presente vissuto tra risultati deludenti, contestazioni e crescente distanza tra club e tifosi.
Sul campo, intanto, il Milan offre una prestazione fragile e confusa, incapace di reagire ai colpi dell’Atalanta. Sugli spalti, invece, la serata assume i contorni di una protesta totale, culminata con l’omaggio a una delle figure più amate della storia rossonera. Un’immagine che racconta molto più del risultato finale.
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