La situazione in casa Milan è sempre più complicata. Le sconfitte contro Sassuolo e Atalanta hanno complicato maledettamente il cammino verso l’Europa dei grandi. Domani, a Genova, è obbligatorio vincere. Tuttavia, il morale è a terra. Le cause del crollo sono tante. Le ha analizzate Daniele Adani, intervenuto al Corriere della Sera.
“Il calcio è emozione, magia, sentimento, senso di appartenenza, cultrua, oggil il potente scollamento tra il Milan e il suo popolo, che nell’ultima gara è esploso in tutta la sua delusione, nasce proprio dalla percezione di un club che non fa più vibrare il cuore, produce amarezza e addirittura provoca segnali di disaffezione e disinteresse. Tutto nasce dalle prestazioni in campo. In quei 90 minuti di partita, attesi una settimana, i rossoneri non regalano più nulla. Il Milan non trasmette passione perché gioca un calcio a 110 battiti, come in un riscaldamento che dura tutto il tempo”.
Adani, poi, ha proseguito così:
“A quel ritmo non si pressa, non si attacca, non si contrasta, non ci si sovrappone, non si alza il livello delle giocate. E se non si vive il calcio con passione, non può esistere il coraggio, e quindi non arrivano le giocate di qualità, non Si vede la voglia di riconquistare la palla nel pressing. Sono poi solo i nervi, senza lucidità alcuna, che ti portano a quelle reazioni nei finali di gara che la squadra di Max Allegri ha mostrato anche nell’ultima partita persa con l’Atalanta in casa. Solo l’ultima tappa di un tour di sconfitte e brutte prestazioni dove si è visto un calcio senz’anima”.
