Il nuovo corso del Milan rischia di partire con una dolorosa conseguenza: la perdita di alcuni dei prospetti più interessanti del settore giovanile rossonero. Mentre la società è impegnata nella ricostruzione dopo una stagione fallimentare, diversi giovani talenti sembrano destinati a lasciare Milanello alla ricerca di maggior spazio e continuità.
Il primo addio è già diventato realtà. Alessandro Longoni, portiere classe 2008 cresciuto interamente nel vivaio milanista, ha salutato il club dopo anni di formazione nelle giovanili. Considerato da molti uno dei prospetti più promettenti del panorama italiano nel suo ruolo, Longoni aveva attirato l’attenzione grazie alle prestazioni offerte con la Nazionale giovanile agli Europei del 2024. Tuttavia, nell’ultima stagione il suo percorso si è progressivamente complicato: appena 13 minuti con il Milan Futuro in Serie D e sole 15 presenze nel campionato Primavera. Un impiego limitato che ha contribuito alla decisione di separare le rispettive strade.
LA SITUAZONE SI RIPETE?
La situazione potrebbe presto ripetersi anche con Filippo Scotti. Stando a quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il capitano del Milan Primavera, attaccante classe 2006, è infatti finito nel mirino del Cesena. Il suo contratto è in scadenza e il club romagnolo starebbe valutando concretamente l’opportunità di portarlo in Serie B, categoria nella quale le società si stanno già muovendo con anticipo in vista di una stagione che inizierà prima del previsto a causa dei preliminari di Coppa Italia.
Scotti arriva da una stagione particolarmente positiva sotto la guida di Giovanni Renna: tra campionato e coppe ha collezionato 37 presenze, realizzando 10 reti e fornendo 3 assist, per un totale di oltre 3.000 minuti giocati. Numeri che hanno confermato la sua crescita e attirato l’interesse di diversi club professionistici. Nel corso dell’annata ha inoltre avuto l’opportunità di affacciarsi al calcio dei grandi con il Milan Futuro, mettendo insieme cinque apparizioni e un assist tra Serie D e playoff.
Le possibili partenze di Longoni e Scotti rappresentano un ulteriore segnale delle difficoltà che il Milan sta attraversando. Dopo il deludente epilogo della stagione, culminato con la sconfitta contro il Cagliari che ha certificato il mancato raggiungimento degli obiettivi, la proprietà ha deciso di avviare una profonda riorganizzazione interna. La rivoluzione ha coinvolto sia l’area dirigenziale sia quella tecnica.
In questo contesto, la gestione dei giovani diventa uno dei temi più delicati. Una parte significativa della tifoseria vorrebbe vedere il Milan ripartire proprio dai talenti cresciuti nel vivaio, ma le vicende delle ultime settimane raccontano una realtà diversa.
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