Il Milan continua a navigare tra riflessioni e interrogativi in vista della stagione 2026/27. A poche settimane dall’inizio della preparazione estiva, il club rossonero è ancora alle prese con la pianificazione del futuro, in un clima che ricorda da vicino quello di altre estati recenti: molte valutazioni, poche certezze e diversi dossier ancora aperti. Tra i pochi punti fermi della rosa c’è senza dubbio Strahinja Pavlović. Arrivato nell’estate del 2024 tra aspettative contrastanti, il difensore serbo è riuscito progressivamente a conquistare la fiducia dell’ambiente grazie a una crescita costante e a prestazioni sempre più convincenti. Oggi il centrale rappresenta una delle basi da cui il Milan intende ripartire.
Ma c’è un dato statistico che sta facendo discutere e che fotografa perfettamente alcune delle difficoltà offensive vissute dalla squadra nelle ultime stagioni.
I numeri a confronto fanno sorgere più di qualche interrogativo…
In 73 presenze ufficiali con la maglia rossonera, Pavlović ha collezionato 7 reti e 3 assist. Numeri importanti per un difensore centrale, soprattutto considerando che il suo compito principale resta quello di guidare il reparto arretrato.
Il confronto con Christopher Nkunku, però, rende il dato ancora più sorprendente. L’attaccante francese, approdato al Milan la scorsa estate per aumentare il peso offensivo della squadra, ha totalizzato 8 gol e 3 assist in 35 apparizioni ufficiali.
Se da un lato Nkunku mantiene un rendimento realizzativo superiore in rapporto alle partite disputate, dall’altro il fatto che un difensore centrale possa avvicinarsi così tanto ai numeri complessivi di un giocatore offensivo rappresenta un campanello d’allarme per tutto il reparto avanzato rossonero.
Il paragone, inevitabilmente provocatorio, evidenzia quanto il Milan abbia bisogno di ritrovare continuità sotto porta e di aumentare il contributo realizzativo dei propri uomini d’attacco. Al tempo stesso, certifica l’importanza crescente di Pavlović, diventato non solo un punto di riferimento difensivo, ma anche una risorsa preziosa nelle situazioni offensive, soprattutto sui calci piazzati.
In un’estate ancora avvolta dall’incertezza, il serbo rappresenta una delle poche certezze da cui il Milan può ripartire. E il fatto che i suoi numeri siano così vicini a quelli di un attaccante come Nkunku racconta molto, forse troppo, della stagione rossonera appena trascorsa.
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