Il futuro della dirigenza del Milan resta in bilico: Ralf Rangnick ha posto condizioni molto chiare per accettare l’incarico di nuovo direttore generale. Secondo quanto riportato da Sport Mediaset, il tecnico tedesco avrebbe avanzato tre richieste decisive alla dirigenza guidata oggi da Gerry Cardinale.
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La prima riguarda una profonda riorganizzazione della società secondo la sua filosofia calcistica e gestionale. Rangnick chiede un modello strutturato, simile a quello già adottato con successo al Lipsia e al Salisburgo, basato su programmazione, sviluppo dei talenti e sostenibilità sportiva. Il secondo punto è il controllo totale dell’area scouting e del settore giovanile. L’ex allenatore del Lipsia vuole inserire uomini di sua fiducia per costruire un sistema efficiente e coerente con la sua visione. Su questi primi due aspetti, il Milan avrebbe già dato apertura, trovando il consenso della proprietà.
Il nodo principale resta però il terzo punto: Rangnick pretende massima autonomia decisionale, senza alcuna ingerenza esterna, in particolare da parte di Zlatan Ibrahimovic, figura sempre più centrale nell’organigramma rossonero. Su questa richiesta, al momento, non sarebbe arrivato il via libera definitivo. Proprio questo aspetto alimenta i dubbi del tecnico tedesco, che non è convinto della piena realizzazione delle promesse ricevute. La trattativa resta quindi in una fase delicata, con il rischio concreto di una rottura.
Rangnick ha infatti fissato un ultimatum al Milan: tutte le condizioni dovranno essere soddisfatte entro la fine della settimana. In caso contrario, l’accordo salterà definitivamente, costringendo il club a virare su altri profili per la panchina. I prossimi giorni saranno decisivi per il futuro del Milan e per la scelta del nuovo allenatore, in un momento cruciale per la ricostruzione del progetto sportivo rossonero.
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