A seguito della tragica scomparsa di Gianluca Vialli, le parole di Dino Baggio hanno acceso un campanellino d’allarme che rischia di scoprire un vero e proprio vaso di Pandora relativo all’assunzione di sostanze da parte della generalità degli atleti volte a migliorare le prestazioni.
LEGGI QUI – Supercoppa, Renard: “Non vedo una favorita, ma attenzione a Giroud”
Non meno leggere sono le dichiarazioni di Massimo Brambati a ‘Processo 7 Gold’ riportate da ‘La Gazzetta dello Sport’:
“Ho timore anch’io, vent’anni fa lo dissi e mi arrivò una lettera della Figc che mi minacciava. Io, in una società di cui non faccio il nome, prendevo prima della partita il Micoren come se fossero caramelle. All’epoca non era proibito, dopo qualche anno è diventato proibitissimo. Prendevo anche l’Anemina, una sostanza non dopante, ma ne avvertivo l’effetto. Non sentivo la fatica, avevo i battiti accelerati e una maggiore prontezza di riflessi”
E conclude: ““Avevo 20 anni e mi dicevano che facendo una flebo avrei avuto una performance migliore. C’erano allenatori che, se non facevi la flebo, si arrabbiavano. Davano sostanze che all’epoca non erano però ritenute doping. Oggi quando sento determinate situazioni che accadono ai calciatori del mio periodo, mi affido a Dio…”.
Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!
