È stato un mercato non banale per il Milan, con relativamente pochi colpi ma ad altissimo costo ,con la convinzione che possano aumentare la competitività della squadra. I soldi investiti sono sicuramente parecchi, ma secondo molti la sensazione è che manchi ancora qualcosa al Milan per essere competitivo ai massimi livelli della Serie A. A destare maggior perplessità è il reparto difensivo, che vede un buon quartetto composto da Gila, Pavlovic, Gabbia e De Winter…e poi il nulla. Tomori è un esubero e non verrà integrato in qualsiasi caso, anche se dovesse restare a Milanello. Poi c’è Bartesagghi, che potrebbe adattarsi al ruolo di vice Pavlovic come braccetto di sinistra. E poi infine ci sono Diawara e Vladimirov.
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Il primo è stato acquistato dal Troyes in Ligue 2 per una cifra vicina ad un paio di milioni di euro. Si parla bene di lui, un centrale forte fisicamente e bravo con il pallone ma l’esperienza è pochissima e molti lo ritengono un colpo troppo acerbo per essere la seconda alternativa in difesa. Amorim per ora non lo ha mai schierato, ma quando inizierà l’Europa League il discorso potrebbe cambiare.
Affare ancora più estremo per Vladimirov, classe 2009 bulgaro arrivato al Milan un paio d’estati fa e che l’anno scorso ha iniziato la stagione con il Milan Primavera, dove ha collezionato nove presenze per poi essere promosso al Milan Futuro. In Serie D nel complesso ha disputato una buona stagione, con 18 apparizioni in campionato e un gol. Ma di fatto Vladimirov non ha ancora mai disputato una partita da professionista. Nel precampionato non ha destato brutte sensazioni. Anche nel suo caso si tratta di un centrale già pronto fisicamente e con buona tecnica. Ma l’impatto contro gli attaccanti della Serie A è totalmente ignoto. Il Milan sicuramente si prende un bel rischio. La scelta al momento sembra decisamente azzardata, ma come sempre sarà il campo ad emettere il vero responso.
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