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Hutchinson: “Al Milan è tutto fantastico. Voglio dimostrare quello di cui sono capace”

Dal suo arrivo al Milan nelle ultime ore del mercato, Omari Hutchinson non ha ancora avuto molte occasioni per mettersi in mostra con la maglia rossonera. L’esterno inglese ha raccolto pochi minuti contro la Lazio e un tempo da titolare nella sfida contro il Benfica, ma il periodo di ambientamento non sembra aver intaccato il suo entusiasmo.

Hutchinson è rimasto a Milanello anche durante la pausa per gli impegni delle Nazionali, lavorando agli ordini di Ruben Amorim per migliorare la propria condizione e assimilare i meccanismi tattici del nuovo Milan. In un’intervista esclusiva a SportMediaset, il giocatore ha raccontato le sue prime settimane in rossonero, parlando dell’impatto con il nuovo ambiente, del rapporto con Amorim e degli obiettivi personali.

L’arrivo al Milan

Il primo bilancio dell’esperienza rossonera è decisamente positivo:

«Sin dall’inizio è stato fantastico, mi sto divertendo qui. Sto lavorando molto duramente. Rispetto alla Premier League è ancora presto per giudicare, ma qui tutto è molto tattico».

Hutchinson ha dunque sottolineato soprattutto la componente tattica del calcio italiano, un aspetto che sta imparando a conoscere giorno dopo giorno.

Il lavoro durante la sosta

Con la maggior parte dei compagni impegnati con le rispettive Nazionali, l’inglese ha avuto la possibilità di lavorare con maggiore continuità a Milanello insieme ad Amorim e allo staff rossonero.

«Avevo bisogno di un periodo così, non puoi sapere cosa succederà. Mi sto allenando duramente e voglio dimostrare quello di cui sono capace».

Un periodo di lavoro che Hutchinson considera quindi importante per farsi trovare pronto quando arriveranno nuove opportunità.

Il rapporto con Amorim

L’attaccante conosce già Ruben Amorim, anche se da avversario. Proprio contro una squadra allenata dal tecnico portoghese è arrivato uno dei momenti significativi della sua carriera:

«Contro di lui ho segnato il mio primo gol con l’Ipswich ed è stata una grande emozione. Prima che venissi qui ci abbiamo scherzato su».

Un curioso intreccio che oggi vede Hutchinson e Amorim dalla stessa parte, con l’allenatore chiamato a valorizzare le caratteristiche dell’esterno inglese.

Perché “The Wizard”?

Hutchinson ha infine raccontato anche l’origine del suo soprannome, “The Wizard”, scelto per rappresentare non soltanto il calciatore, ma la persona e l’ambizione che vuole costruire attraverso il calcio:

«L’ho scelto perché non mi vedo solo come Omari Hutchinson ma voglio essere la miglior versione di me stesso».

Un messaggio che racconta bene lo spirito con cui il classe inglese sta affrontando le prime settimane al Milan. Il minutaggio, per ora, è stato limitato, ma Hutchinson continua a lavorare e aspetta la sua occasione per dimostrare sul campo le proprie qualità.

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