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Una formazione quasi completa… indisponibile! Milan, rosa corta o problema infortuni?

È bastato il primo ko in campionato per scatenare l’ormai consueto psicodramma milanista che avvolge l’ambiente ad ogni singolo passo falso. La sconfitta contro il Bologna rappresenta sicuramente uno stop significativo sia per la classifica (Lazio e Inter volano a +7), sia per il morale, dopo che la squadra aveva mostrato una grande resilienza nella sfida contro l’Udinese. Uno degli aspetti al centro delle critiche è quello della lunghezza della rosa e degli infortuni. Considerando il problema fisico che ha costretto al cambio Tomori a fine primo tempo, il Milan ha dovuto giocare il secondo tempo praticamente con una squadra intera fuori. Terracciano in porta, linea difensiva composta da Gila, Gabbia e Tomori; a centrocampo Moreira, Rabiot, Loftus-Cheek e Saelemaekers, e Chukwueze in attacco. Nove indisponibili a cui andrebbero aggiunti diversi giocatori come Ramos e Pavlovic non al top della condizione.

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Uno sguardo alla Serie A

E c’è un dato interessante. Le tre squadre della Serie A più colpite da infortunio sono le tre impegnate il giovedì in Europa League e Conference League. Juventus e Atalanta (otto infortuni) e Milan (nove infortuni). E non è un caso che Juve e Atalanta stiano avendo delle difficoltà in campionato ancora più grandi rispetto ai rossoneri. Molti hanno parlato di rosa corta, ma con quasi una squadra intera fuori gioco, la rosa corta è una logica conseguenza. Inoltre come ha detto Amorim ad inizio stagione, se si vuole far spazio a ragazzi come Camarda e Comotto, bisogna anche riservargli un posto in rosa.

La speranza del Milan è che i minuti che ora i due 2008 stanno collezionando, possano essere utili in futuro quando i ragazzi avranno un ruolo più importante nella rotazioni, come capitato negli anni passati a Bartesaghi. L’età media del Milan è bassa, specialmente dopo tutti questi infortuni, e sconfitte del genere sono parte del percorso di crescita della squadra, che dovrà essere brava nel sapersi rialzare con il giusto equilibrio nelle valutazioni dentro e fuori dal campo.

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