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Borghi sul Milan: “Non capisco perchè insistere con Estupinan, giocatore…”

Manca sempre meno al fischio d’inizio di Milan-Inter, il primo, in sfide ufficiali, di Ruben Amorim. La sconfitta contro il Bologna non fa arrivare i rossoneri sereni e tranquilli a questo big match, anche perchè una sconfitta costerebbe caro non solo per il morale e la fiducia dei giocatori, ma anche per la classifica. La corsa alla Champions League è aperta e in tante squadre ci si sono iscritte, alcune delle quali non si pensava nemmeno potessero lottare per un posto in Europa.

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Sul canale di Cronache di Spogliatoio, il giornalista Stefano Borghi ha commentato la pesante sconfitta subita dal Milan contro il Bologna. Queste le sue parole:

“Non si fanno grandi progressi. Le assenze del Milan, a parte l’emergenza generale, stasera imponevano alla squadra di inventarsi letteralmente il modo di stare in undici in campo. Questo va tenuto in considerazione. Poi però nel Milan non si fissa niente. Ruben Amorim è un allenatore di cui tutti abbiamo visto il lavoro al Manchester United, ma mi piace pensare che in tanti abbiano ammirato anche il suo Sporting: per me Amorim ha idee di calcio alte, interessanti, e merita fiducia. Quando in estate, nel bel mezzo di un vero e proprio temporale societario, il Milan ha scelto lui, ho pensato che fosse la scelta giusta.

È chiaro, poi bisogna mettere in piedi una dirigenza e costruire una squadra, ma resta una scelta intrigante e affascinante; di certo non sono qui a chiedere la testa o la ghigliottina di Amorim. Il punto è che non si fissa nulla: il Milan non ha continuità, né all’interno della stessa partita né nei risultati. E questo è un problema, figlio anche di certe dinamiche come l’emergenza infortuni, ma figlio a volte pure di alcune rotazioni forse un pochino esagerate, un po’ troppo scientifiche e legate alla ricerca esasperata del minutaggio. Questa è la considerazione generale.

Il Milan continua inoltre a palesare i soliti problemi di tanto tempo a questa parte. L’incapacità di difendere dentro l’area di rigore: nessuno marca nessuno. E adesso, con il forfait del miglior difensore che ha in rosa, ovvero Mario Gila, senza dimenticare l’assenza di Gabbia, la situazione si fa sempre più pesante. De Winter ripete un po’ sempre gli stessi errori. Pavlovic è un difensore che si fa valere di più quando si sgancia in avanti rispetto a quando deve ripiegare. Così il Milan accusa cronicamente questo difetto, prendendo gol davvero evitabili anche nei momenti chiave della gara.

Ma c’è di più. Il Milan è spesso pericoloso per sé stesso quando gestisce il pallone, perché se lo perde, l’equilibrio tattico svanisce, a prescindere dai sistemi di gioco provati, cambiati e riadattati in base agli interpreti. L’aspetto per cui Amorim è più attaccabile in questo momento riguarda proprio alcune scelte: penso all’insistenza su Estupiñán, un giocatore in palese e chiara difficoltà.

È vero che compie anche qualche intervento positivo nel corso della partita, soprattutto nei recuperi difensive e nelle diagonali. Però non capisco questa perseveranza, pur al netto delle opzioni ridotte, e non comprendo certe sostituzioni o determinate decisioni iniziali. Scelte che stanno contribuendo ad alimentare questo caos. I problemi principali del Milan, però, restano due: il non sapersi difendere e il non riuscire a fissare alcun punto fermo. Si finisce sempre per tornare allo stesso identico punto di partenza“

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