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Pastore esalta il lavoro della società: “Ha trovato la comunione con il suo pubblico”. Poi il paragone con l’Inter

La vittoria del Milan contro l’Inter continua a far discutere e ad alimentare analisi sulla prestazione rossonera e su ciò che ha contribuito al successo nella stracittadina. A Cronache di Spogliatoio, il giornalista Giuseppe Pastore ha commentato il 3-1 di sabato sera, soffermandosi non soltanto sulle scelte di Ruben Amorim, ma soprattutto sul lavoro della società e sul rapporto ritrovato tra squadra, ambiente e tifosi.

“È stata la grande serata di Amorim”

Pastore ha aperto la propria analisi sottolineando la particolarità delle scelte tattiche dell’allenatore rossonero, capace di sorprendere ancora una volta con una formazione composta da quattro centrali.

“È stata la grande serata di Amorim che fa cose sempre sorprendenti. Sabato ha giocato con quattro centrali”.

Il giornalista ha però voluto allargare il discorso, riconoscendo alla società il merito di aver gestito in maniera diversa il rapporto con il passato e con le difficoltà vissute negli ultimi anni. Un aspetto che, secondo Pastore, si è visto già nella preparazione della sfida contro l’Inter.

“Quello che è riuscita a fare il Milan — e anche qui parlo non di Amorim, non di squadra, ma di società — è trovare una cosa che il Milan ha sempre un po’ subito in questi anni, cioè il rapporto con il passato. La voglio prendere molto alla larga: il Milan è arrivato a questo derby intanto perdendo una brutta partita a cui però ha reagito internamente mandando a parlare Modric e Maignan, che sono due che parlano poco ma tendenzialmente si fanno ascoltare, il capitano e il fuoriclasse della squadra, quando tante volte imputavamo al Milan di andare a far parlare Gabbia, di Bartesaghi, come si fa spesso quando non hai voglia di parlare… Invece inizia a preparare quel derby così”.

Il rapporto tra il Milan e i suoi tifosi: il paragone con l’Inter

Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda il legame tra il Milan e il proprio ambiente. Secondo Pastore, i rossoneri stanno riuscendo a trasformare il rapporto con il passato e con le difficoltà in un elemento di forza, mentre l’Inter continua a mostrare difficoltà nelle stracittadine.

“Quello che voglio dire è che il Milan ha trovato il modo di sfruttare al contrario la situazione: mentre l’Inter soffre i derby, il Milan sta trovando la comunione col suo pubblico, col suo ambiente”.

Pastore ha poi citato alcuni degli episodi che hanno accompagnato la serata di San Siro: dalla cerimonia dedicata a Kaká alla prestazione di Diego Moreira, autore di due gol, fino alle dichiarazioni di Gerry Cardinale dopo il successo.

“Anche la cerimonia di Kakà, il fatto che poi faccia due gol Moreira, anche le parole di Cardinale che abbiamo criticato tantissimo in questi anni perché è sempre sembrato uno arrivato dall’America a spiegarci come va il calcio non sapendolo… Tutti quelli che l’hanno incontrato di persona mi hanno raccontato un Cardinale cambiato, più convincente, più coinvolto. Si vede, si vede. A volte dopo, a volte dopo, ma fa parte del personaggio”.

“L’Inter era fredda, il Milan è sceso in campo con rabbia”

Nella parte finale del suo intervento, il giornalista ha evidenziato il peso dell’aspetto emotivo in una partita come il derby. Per Pastore, il Milan ha saputo interpretare meglio il clima della sfida, scendendo in campo con la rabbia accumulata dopo la sconfitta precedente e con la voglia di ribaltare i pronostici.

“E comunque queste cose secondo me in un contesto di ambiente caldo, di partita di cuore, di temperatura alta come un derby pesano. L’Inter era fredda sabato sera, i giocatori stessi erano indifferenti quasi… direi erano rassegnati a un certo punto. Il secondo tempo dell’Inter è un secondo tempo di rassegnazione, Maignan non fa una parata. E il Milan invece è sceso in campo con la rabbia della sconfitta, con la rabbia di essere sfavorito, e quindi ha interpretato alla grande questo stato d’animo. Le partite sono spesso stati d’animo, specialmente così ravvicinate”.

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