Una serata che doveva sancire il rilancio europeo del Milan di Ruben Amorim si è trasformato in una serata horror davanti al pubblico di San Siro. I rossoneri, cadono infatti 2-0 contro un organizzato e cinico Ferencvaros. L’avvio di gara vede un Milan sperimentale, con Rabiot posizionato a supporto dell’unica punta Goncalo Ramos. Tuttavia, è la squadra ungherese a prendere progressivamente in mano le redini del gioco, sfiorando ripetutamente il vantaggio. I primi 45 minuti di gioco si chiudono sullo 0-0 ma nella ripresa il Diavolo subisce un vero e proprio blackout.
Nel secondo tempo Amorim tenta la carta dei tre cambi inserendo Pulisic, Gila e Diego Moreira. I rossoneri però passano in svantaggio al 52′: un brutto errore con i piedi dello stesso Torriani regala palla a Joseph, che firma il vantaggio. Il Milan accusa il colpo e non riesce a reagire. Al 66′, il Ferencvaros punisce ancora: una ripartenza trova nuovamente freddo Joseph, che sigla la sua personale doppietta gelando definitivamente il Meazza. Le speranze del Diavolo si riaccendono parzialmente al 76′, quando l’arbitro, richiamato al VAR, espelle il neoentrato Bamidele Yusuf per una gomitata rifilata a Mario Gila. Nonostante l’uomo in più e l’ingresso del giovane Camarda, il Milan non riesce a recuperare il risultato.
A commentare la sfida ci ha pensato Ruben Amorim ai microfoni di Sky Sport. Di seguito le sue parole:
Sul blackout: “Non c’è spiegazione. Non c’è niente che io possa dire, soprattutto sul primo tempo. Non ricordo un altro primo tempo così. Si tratta di ambizione, concentrazione, ambizione. Abbiamo regalato opportunità, abbiamo fatto regali stupidi. Non eravamo preparati per giocare a calcio stasera. È difficile dire qualcosa per spiegare. Semplicemente non siamo stati pronti nel passare dal derby a quest’altra competizione. Quando giochi con la maglia del Milan hai una responsabilità e non puoi presentarti così. Probabilmente anche io non ho fatto in modo che la squadra scendesse in campo pronta”
È una questione di mentalità?. “Non siamo pronti per essere competitivi su due fronti. Dobbiamo lavorare sul nostro modo di vedere il calcio e su come approcciamo le partite. Non ci sono scuse stasera, non c’è niente che io possa dire. Di solito ho tanto da dire per difendere la nostra squadra, questa sera no. Dobbiamo essere più umili e capire cos’è successo”.
È allenabile questa cosa dell’attitudine?: “Forse ho fatto qualcosa di sbagliato in questi due giorni, ma non a livello mentale. Anche l’anno scorso questa squadra ha avuto problemi analoghi. Dobbiamo trovare una soluzione. Stasera non siamo stati pronti, non siamo stati coraggiosi. Se non vinciamo dobbiamo fare di tutto per ribaltarla e non l’abbiamo visto. Tutti devono allenarsi come Pavlovic, lui è pronto a morire in allenamento. È un buon esempio. A volte quando i giocatori non iniziano dall’inizio hanno delle difficoltà. Ma non ci sono scuse, avremmo dovuto vincere anche con chi ha cominciato da titolare.
Non possiamo pensare “ok va bene così”. Stasera avremmo dovuto fare tante cose meglio. Sarebbe bastato essere migliori sulle seconde palle, sarebbe andata molto meglio. Stasera non siamo stati in partita”.
Sull’importanza dell’Europa League: “Devo pensare al campionato ovviamente, ma dobbiamo fare bene anche in Europa League. Dobbiamo e possiamo vincere le partite nonostante le rotazioni. Dobbiamo essere pronti, ora non lo siamo, per giocare e vincere ogni tre giorni. Fino a quando non ci condanna la matematica lotteremo in questa competizione come nelle altre”.
