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Ordine: “Questo Milan non ha ancora un volto definito”

La sconfitta contro il Ferencvaros ha mostrato ancora una volta tutte le debolezze del Milan. La squadra di Amorim ha nuovamente dimostrato di non riuscire a gestire le partite che, sulla carta, risultano più semplici. L’avversario non va sottovalutato ma rispettato, ma soprattutto bisogna crostruire la mentalità giusta, la mentalità di una squadra vincente.

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Intervenuto sulle pagine del Corriere dello Sport, il giornalista Franco Ordine ha detto la sua dopo la sconfitta europea del Milan. Queste le sue parole: “Non è più uno stravagante caso o una distrazione colpevole. No: questa volta siamo addirittura ai cinque indizi di fila che formulano una prova schiacciante. Il Milan di Amorim non ha ancora un volto definito oltre che un copione calcistico lineare. Né è provvisto di un temperamento scolpito e una maturità da squadra affidabile. È un gruppo che, tra ricambi di improbabile cifra tecnica e scarsissima continuità, continua a ondeggiare tra rovinose cadute e risalite ardite che non possono certo preparare un futuro rassicurante. Sembra di rivedere quel ‘vizietto’ antico già emerso ripetutamente già ai tempi di Fonseca in panchina quando quel Milan, più dotato, fu capace di stregare il Real Madrid al Santiago Bernabeu e poi di farsi impallinare dal Cagliari qualche giorno dopo. 

Così dopo lo strepitoso derby di sabato notte, ecco spuntare in Europa League, con la terza sconfitta sulla schiena che in qualche modo orienta già in senso negativo la qualificazione, un Milan pasticciato nel rendimento e nello schieramento, con protagonisti che sembravano per la prima volta messi insieme. La striscia inquietante può cominciare proprio col viaggio in Inghilterra (sconfitta dal Bournemouth). Riscattato dal colpo di reni di Udine, seguito dalla sconfitta pesantissima domestica col Bologna e dall’esaltante derby di sabato scorso. Come si può spiegare altrimenti un cammino così a zig zag, poco rassicurante, se non con uno spogliatoio non ancora perfettamente fuso in un blocco di cemento, incapace di mantenere la stessa concentrazione tra una sfida e l’altra per dare continuità a qualche luccichio?”

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