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Demolizione San Siro, le elezioni possono evitarlo? Parla il candidato Calabresi

Poco più di una settimana fa, Milan e Inter hanno presentato in un evento il Generali Stadium. La nuova casa dei due club di Milano sarà costruita entro il 2031, per far sì che possa essere idonea a ospitare alcuni match dei campionati europei del 2032. L’impianto sorgerà al fianco di San Siro che, a sua volta, sarà abbattuto quasi completamente. Ed è proprio su questo tema che ci sono alcuni nodi da sciogliere. A tal proposito, il candidato sindaco di Milano, Mario Calabresi, è intervenuto ai microfoni di Radio Popolare. Queste le sue parole:

«Il Sindaco si è arrabbiato parecchio, ma io ho detto tre cose che mi stanno a cuore sullo stadio di Milano. E senza che nessuno si offenda troppo, senza che sia lesa maestà, ripeto che forse alcune cose si possono provare a farle diversamente. Le squadre vanno sfidate a far sì che ci sia un impegno per il quartiere superiore. E se diventerò sindaco di Milano, mi siedero con le squadre per parlare perché, alla luce di quello che sta succedendo, alcune cose vanno ridiscusse».

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«Dobbiamo preoccuparci prima di tutto della salute del quartiere, dell’impatto ambientale e dell’impatto sanitario del progetto – sottolinea Calabresi –. San Siro ha già delle fratture sociali molto profonde. E immaginate che un pezzo del quartiere paghi tutto il costo e il prezzo per più di un decennio di questi lavori senza averne nessun tipo di beneficio. È un qualche cosa che non può essere tollerato».

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Mario Calabresi, candidato sindaco di Milano

Un’altra delle questioni discusse dal candidato sindaco concerne lo spostamento del tunnel di Patroclo che, secondo il politico, «creerà dei disagi infiniti. E io, da cittadino e da candidato, dico che quei soldi devono essere pagati dalle squadre: sono bravvissime a estrarre valore se pensiamo che hanno fatto una sponsorizzazione per il nome che gli porterà 600 milioni. E però il pubblico deve pagare lo spostamento del tunnel di Patroclo?».

San Siro può restare in piedi?

Infine il sogno di molti tifosi nostalgici di un calcio che non c’è più. Calabresi, infatti, ha anche lanciato l’ipotesi di non consentire la demolizione dello stadio San Siro, qualora dovesse diventare sindaco, affermando che se si dovesse trovare una soluzione di questo tipo «sarebbe da prendere in considerazione. Dobbiamo essere laici sullo stadio. Non prenderci tutto quello che è stato deciso, ma ragionare su quello che si può fare».

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