Dobbiamo analizzare.
Non parliamo di Milan – Torino in generale e non finiamo su Leao che in questo nuovo modulo gira intorno a Giroud.
Sapete, non impazzisco per questo 3-5-2.
Dico andiamo tutto su Giroud, quello che ha già spazzato via la maledizione del numero 9, ma sono cose così serie che voglio un’atmosfera tipo tavola ouija intorno, tipo patto di sangue con un capretto a due corna sulla sinistra.
Tutto chiaro penso.
Ora è il momento, ora deve essere il momento e finalmente possiamo dircelo tra amici intimi stretti, perché a volte sembra che sia tutto un taboo: succede che ci sono serate in cui lui, non c’è nulla di male, proprio Olivier Giroud, in verità sembra non “strusciarla” mai. La palla dico, naturalmente.
Ad esempio nel primo tempo di ieri contro il Torino, c’è Giroud che sembra impegnarsi non tanto per giocare, quanto piuttosto per colpire la palla di testa. E basta, tutto qua. Non importa tanto dove, tanto intorno non c’era nessuno.
E non è una di quelle volte in cui dici “nessuno” ma in realtà significa “qualcuno”. Di quest’epoca succede spesso mannaggia. Cioè da come ho capito io nessuno dovrebbe significare nessuno, e lui non aveva vicino proprio Nessuno.
Eppure poi succede che Giroud è sempre predestinato ai titoli dei giornali, quelli belli con i giochi di parole. Tipico.
Cioè, non che Giroud giocasse peggio di altri, ma non è che il Milan stesse ricavando granché dal suo 9. Tutto qua su Giroud ecco, non in quel momento almeno.
E so che dico una cattiveria perché lui corre bene per il campo. Ma davvero.
Cioè, Galileo Galilei a vedere un trentasettenne così dice: “Eppur si muove” da come so io, però ci sono volte in cui Giroud sembra essere fatto per dividere. Tipo il plexiglass.
Sul web, in giro, finisce che c’è sempre qualcuno che dice che non è atletico, magari che fa al solito: “Ma se Giroud fosse stato Osimhen?” Quante volte l’avete sentiti, dai.
A sua difesa, probabilmente nel primo tempo contro il Torino non è stata tutta colpa di Giroud. Perché il nostro con le sponde di testa si doveva comportare come quando giochi a the floor is lava e non ti puoi appoggiare da nessuna parte.
Sapete, ognuno ha i suoi scopi nella vita: il lavoro dei sogni, una grande famiglia, trovare una casa tipo la Dreamhouse di Barbie o avere così tanti soldi da comprare uno yacht per metterceli dentro. C’è anche chi vuole fare la concorrenza a Dolce e Gabbana ma non ha idee e finisce per copiarli. E niente. Pi c’è Leao che vuole arrivare sul fondo del campo. Funziona così.
C’è chi balla. C’è chi gioca a polo e c’è chi costruisce lavatrici. C’è chi scrive i discorsi ai capi di Stato. C’è chi è nel destino del Milan. Forte.
Tutto con calma, non andiamo di fretta, con il Torino non pare che il Milan esca dal suo periodo buio naturalmente.
Sai che lancia solo un segnale, lo fa con un episodio (bellissimo) da parte del giocatore abituato a lanciare segnali. Il solito Giroud.
Comunque, ecco che volevo scrivere perché mi ero dimenticato: c’è questa storia stranissima che è tanto complicato sostituire Giroud. Perché a volte sembra essere estraneo dalle partite, e invece segna con un lampo. Fa così, fa centro. C’è chi trova il buco di ogni ciambella lui, fa così. Curioso.
Sapete, pensateci, è che a molti Giroud non piace. È che è perché li confonde, li scoraggia, li prende in giro. O li prende in giroud, ahm ahm.
Andiamo avanti. Cioè pensateci sul serio.
Se va tutto male, tipo avete i primi capelli bianchi, giocate d’azzardo e avete dei problemi con qualche assicurazione, insomma va tutto male, cambiereste Giroud al 60′ quando gioca male, a trentasette anni? Io so che qualcuno non lo farebbe.
Io dico mah. Io dico che a me non dà problemi.
Io dico che comunque, ma in genere, diciamo che quando Giroud segna, ma di solito, è la fine del mondo.
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