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Thiaw, un talento non solo difensivo: la testimonianza

Malik Thiaw è l’uomo del momento. Paolo Condò stamattina su La Repubblica l’ha definito “il primo distillato del mercato del Milan”. Sembrava sparito dai radar dopo i minuti finali dello scorso ottobre a Verona e l’unica apparizione da titolare allo Zini di Cremona, una giornata prima della lunga sosta per il mondiale.

Da novembre si è rivisto in campo nei minuti finali del derby di campionato, tre giornate fa, e da allora non è più uscito di squadra. Tra campionato e andata di Champions ha collezionato tre presenze da titolare consecutive ma la notizia è nelle prestazioni. Grintoso, puntuale e dominante sia sul centro sinistra che da centrale nella nuova difesa a tre targata Stefano Pioli. Guarda caso sono coincisi altrettanti clean sheet.

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Ma a quanto pare il giovane difensore rossonero ha altre qualità. Vicino Düsseldorf, il giovane Thiaw, ha mosso i primi passi da calciatore nel Kalkum-Wittlaer. L’allenatore di quella squadra giovanile era Lukas May. Il mister tedesco, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato delle qualità tecniche importanti del 21enne tedesco, facendoci scoprire una caratteristica di lui ad oggi sconosciuta:

“Da bambino era già due o tre spanne sopra gli altri. Con me faceva l’attaccante. Segnava almeno tre gol a partita. La buttava dentro in tutti i modi. Il senso dell’anticipo è lo stesso, solo che adesso lo usa in difesa. Quando penso a Thiaw mi viene in mente un ragazzo timido che non parlava con nessuno. Non voleva lasciare la madre. In campo si trasformava. Una volta partì dalla difesa, saltò tre giocatori e spedì il pallone in rete. Andava a prendersi la sfera in ogni zona del campo. La sradicava persino dai piedi dei compagni. Ho cercato di mettermi in contatto con lui attraverso amici comuni, ma non ci sono riuscito. Vorrei chiedergli se si ricorda di me”. 

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