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ESCLUSIVA – Jankulovski: “Napoli-Milan la sfida della mia vita. Istanbul? Bisogna crederci”

Marek Jankulovski è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Allmilan.it in occasione della rubrica “Al telefono con…”. L’ex terzino del Milan, ha raccontato dei suoi anni in rossonero ma anche del suo passato al Napoli e all’Udinese con Spalletti.

Queste le parole di Jankulovski:

C’è la possibilità per il Milan di andare a Istanbul? “Certo che c’è la possibilità. Bisogna sempre crederci, poi sappiamo tutti che nel dna del Milan c’è soprattutto la Champions. Sono partite molto diverse rispetto al campionato, anche se quando è uscito il sorteggio, tutti i tifosi del Napoli erano contenti. Sono due partite secche e ci vuole esperienza e qualità. Sarà una bellissima sfida, non vedo l’ora di vederla”

Sul Milan del 2007: “Quell’anno, già dal preliminare di Champions è partito tutto. Il gruppo era unito e aveva grandi campioni. Sfida per sfida, se la vincevi passavi e credevi di poter arrivare fino in fondo. Adesso tra le ultime otto può capitare di tutto, poi ci sono due squadre che si conoscono tanto e che giocheranno tre volte in quindici giorni. Non conta chi è primo o chi è terzo, quarto o quinto, conta l’esperienza e contano i tifosi, soprattutto quelli del Milan. Guardando la partita col Tottenham, in televisione, avevo la pelle d’oca perché era una cosa che non si vedeva da anni”

Sulla sua esperienza con Spalletti all’Udinese: “È un allenatore che si fa rispettare, ti fa lavorare duro e sa tenere il gruppo, che secondo me è la cosa fondamentale. In quell’Udinese non eravamo campioni, eravamo tutti insieme, un gruppo unito e siamo arrivati tre volte in Champions. Napoli? Sinceramente sono sorpreso perché l’anno scorso sono andati via campioni come Koulibaly, Mertens e Insigne. Secondo me i nomi di quest’anno non sono così forti, però sono arrivati giocatori, tra virgolette, poco conosciuti tra cui Kim e Kvaratskhelia che sono esplosi. Spalletti non bada al fatto che ha 19 punti di vantaggio. Gli auguro tantissimo di vincere il campionato, però spero che la Champions sia un’altra cosa, così saranno tutti contenti, compreso me. Al Napoli sono partito, al Milan sono arrivato e in mezzo c’è il mister”

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Theo Hernandez è uno dei migliori al mondo? “Direi di sì perché gli ultimi due anni sono stati incredibili. È un giocatore completo. Davanti fa paura e anche dietro difende bene. Ha dimostrato anche al Mondiale che non è facile. In una Nazionale come la Francia, subentrò al posto di suo fratello che si fece male. È un treno e mi ricorda Cafù che giocava a destra. Ho ancora in mente il gol contro l’Atalanta, quando ha preso la palla nell’area nostra, si è dribblato tutto il campo e ha fatto gol. Per me è uno dei terzini più forti ad oggi. È la verità”

Quale giocatore consiglieresti al Milan per alzare la qualità? “Così al volo è difficile dirlo, anche perché un giocatore solo ti fa il salto ma non ti fa vincere tutto perché bisogna avere un gruppo. Il Milan, secondo me, ha un gruppo perfetto. A Paolo poi, non bisogna dire nulla perché anche da dirigente fa belle cose. Secondo me il Milan dietro sta bene e ha un portiere eccellente. A centrocampo tutti i giocatori sono giovani e hanno davanti tanto da dimostrare. Magari un numero 9, anche se abbiamo Olivier e Ibra. Hanno vinto tutto, non si possono discutere, però l’età avanza. Ibra ha avuto sempre infortuni. Olivier l’anno scorso ha fatto un campionato straordinario. Avere però un attaccante giovane che fa gol potrebbe essere una cosa importante per il Milan. Conoscendo Ibra giocherà altri 10 anni”

Qualche giudizio su Pioli: “È difficile giudicarlo perché personalmente ci conosciamo poco. È vero che, quando sono tornato a Milano, sono venuto a vedere gli allenamenti e ho parlato col mister. Mi piace perché fa il suo gioco. Bisogna dire anche che quando è arrivato mister Pioli, nessuno si aspettava quello che il Milan ha fatto. Adesso è normale che si vuole vincere ancora. Se non vinci due partite si va già in crisi e si parla di nomi importanti, però questo fa parte del calcio. A me piace come allenatore. Quando poi vinci lo scudetto dopo 11 anni con quelle squadre che c’erano, contro Inter, Juventus, Roma, Lazio, Napoli… non è facile. Adesso il Milan è sempre lì, lotta per la Champions ed è ai quarti. Giù il cappello”.

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