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ESCLUSIVA – Bianchin: “Milinkovic-Milan? Più di una suggestione! Su Torino incombe il temporale…”

Mercato, Juventus-Milan e qualificazione alla prossima Champions League. Tra gli argomenti trattati, questi sono alcuni dei passaggi principali dell’intervista che Luca Bianchin, giornalista della Gazzetta dello Sport, ha concesso ai microfoni di AllMilan.it.

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Martedì è uscito sulla Gazzetta un articolo, scritto proprio da lei, su alcuni profili accostati al Milan. I primi due sono Kamada e Loftus-Cheek, nomi presenti sul taccuino della coppia Maldini-Massara già da diversi giorni. Sono già state avviate delle trattative vere e proprie?

Sì, assolutamente. Kamada e Loftus-Cheek sono giocatori per i quali sono state avviate delle trattative. Sono due profili che piacciono al Milan. Io ho la sensazione che Loftus-Cheek convinca di più, ma Kamada è più semplice da prendere. Innanzitutto perché sarebbe a parametro zero. Inoltre il ragazzo considera molto il Milan. Loftus-Cheek, invece, è già abituato al calcio inglese, alla Premier League, e alla Champions. Sono due giocatori molto diversi per caratteristiche di campo, ma possono entrambi dare una grande mano al centrocampo rossonero e, chissà, magari arrivare insieme. Bisognerà, ad ogni modo, aspettare il verdetto di fine stagione prima di fare il passo definitivo”.

Il terzo nome che ha avvicinato al Milan è un pesce grosso, Sergej Milinkovic-Savic. Quanto è percorribile la strada che porta al campione serbo? Si tratta principalmente di una suggestione o c’è qualcosa di più?

Quella di Milinkovic-Savic non è una suggestione. Il calciatore ha l’assoluta preferenza dell’allenatore. Pioli lo considera ideale per il suo progetto di gioco e lo ha usato in quella posizione, da “10” atipico, oltre che da mezz’ala, nel 2015-2016, durante il suo ultimo anno alla Lazio, il primo di Milinkovic. Sarebbe un’esperienza affascinante perché le qualità ci sono e sarebbe maggiormente stimolato rispetto agli ultimi cinque mesi in maglia biancoceleste in cui ha abbassato il livello della tensione”.

Milan
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A proposito di acquisti, quanto pesa la qualificazione alla Champions League sul prossimo calciomercato del Milan? Negli scorsi giorni si è parlato di un budget vicino ai 100 milioni, considerando anche ipotetici ricavi da cessioni e risparmi sugli ingaggi. Quanta differenza ci sarebbe qualora il Diavolo non arrivasse tra le prime quattro?

Pesa tanto. Io eviterei di fare cifre perché dipendono da tante variabili. Parlare di budget è sempre complesso, ci sono tante variabili da considerare. Parliamo semplicemente della differenza tra Europa League e Champions League. In partenza, si tratta di una quarantina di milioni che ballerebbero tra una competizione e l’altra. Cifra che potrebbe aumentare proseguendo nella competizione, come abbiamo visto durante questa stagione. Ci sono squadre che sono arrivate ad accumulare oltre 100 milioni di euro da una singola edizione di Champions, una cifra nemmeno lontanamente avvicinabile dall’Europa League. Le strategie di mercato, dunque, dipenderanno tanto da questo. Faccio l’esempio di Brahim Diaz. I 22 milioni che servono per il riscatto, per quanto le due società debbano ancora parlarsi, hanno due pesi diversi se sei una squadra da Champions o da Europa League”.

Domenica sera c’è Juventus-Milan. Come ci arriva la Juventus, considerando quello che è successo dal punto di vista giudiziario?

Sento aria di temporale a Torino. In questi giorni credo che a livello ambientale possa succedere qualcosa intorno a Massimiliano Allegri. Ho scritto di Juventus per la Gazzetta e un po’ conosco le dinamiche, anche se sono cambiate senza Agnelli. Mi sembra, tuttavia, che ci siano due visioni diverse che coinvolgono l’allenatore e Calvo, il nuovo uomo di riferimento. Di conseguenza potrebbero essere giorni non semplici da gestire quelli che ci separano dalla partita. La Juventus arriva accompagnata da un’atmosfera temporalesca dopo un lunedì folle. Nella stessa serata la decisione del tribunale e la sconfitta di Empoli. Credo che giornate così nella storia del club siano state poche. I giocatori, per di più, non sanno quale sia il loro destino, se giocheranno la Champions, io credo di no, o le coppe in generale, più complicato, invece, da stabilire”.

Al contrario, il Milan scenderà in campo all’Allianz Stadium “galvanizzato” dalla consapevolezza di essere quarto e di avere il proprio destino tra le mani?

Il Milan ci arriva meglio, chiaramente un po’ stanco. Non posso dimenticare le immagini recenti di Giroud a La Spezia che, durante il riscaldamento, si tocca il tendine preoccupato. Lui è l’immagine di una squadra che arriva stremata perché ha avuto pochi giocatori che hanno giocato sempre o quasi sempre. Pioli aveva iniziato con una rosa molto ampia ma via via si è affidato a sempre meno persone. Solitamente, questo, è un meccanismo ricorrente nel basket, durante i playoff. Se durante la stagione le rotazioni sono a 9-10 giocatori, nei playoff si scende a 7-8. Il Milan lo ha fatto per altri motivi, dal momento che tanti giocatori hanno reso davvero poco e costretto Pioli a ridurre le rotazioni, tranne nelle partite precedenti quelle importanti in cui si è optato per il turnover massiccio”.

Quindi, per concludere, i rossoneri ci arrivano meglio della Juventus. Sono curioso di vedere se ci sarà il killer instinct che non è la qualità migliore della squadra, mancata spesso durante questa stagione. Vedremo se alla prima palla match il Milan chiuderà la partita o se sarà necessario battere il Verona”.

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