EDITORIALE PRIMA PAGINA

Juventus – Milan non c’è

Nei cinquanta giorni delle “partite della stagione” si è detto che tutto passava dal doppio confronto contro il Napoli. Poi si è detto che panta rei fossero due parole ammassate in base ai derby di Champions League. Poi si è detto che lo stolto guarda il dito e non lo Spezia, e veramente. E ora sarebbe il turno di spassarsela con Juventus – Milan, che più che una partita è una pista da pattinaggio.

Da un lato, sopra al ghiaccio della pista, milanisti e juventini si giocheranno i piazzamenti e gli obiettivi di una stagione. Dall’altra parte del ghiaccio, il lato al di sotto della pista, tutte le decisioni già prese dalle due società, roba irreversibile. Cioè, laggiù i dubbi sulle rose che sono già stati sciolti, ed il calciomercato ed i piani societari che non verranno minimamente toccati da questo big match.

Insomma, Juventus – Milan è il match giusto al posto giusto al momento sbagliato.

Juventus – Milan non cambierà niente oltre alla classifica finale ed alle partecipazione alle coppe europee, con le relative entrate economiche.

Ammettiamo che Juventus – Milan e quello spirito, e tutto ciò di vero che di solito si porta, non c’è.

Chi giocherà, e sicuramente avrà anche voglia di fare bene, non avrà da dimostrare proprio un bel niente. Da Brahim Diaz per cui la dirigenza rossonera sembra voler tentare un’offerta per l’effettiva permanenza, ad Angel Di Maria che ha dimostrato di cosa è capace e quanto può valere la sua presenza in un campo da calcio a trentacinque anni, dai vari Messias e Saelemaekers che sembrano destinati a trovare almeno un altro collega sulla stessa corsia nella prossima annata, passando per Milik e Kean che in questa stagione si sono prestati tanti minuti a vicenda. Tutto già fatto. E succeda quel che succeda, ma le stagioni di Leao e di De Ketelaere, come di Vlahovic e Pogba (che sarà un’altra volta assente), trovano già le proprie valutazioni.

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Sa tutto un po’ di mitologia norrena e di Valhalla. È un po’ come quelle culture che non credono si possa cambiare il proprio destino. Che assicurano che sia tutto già scritto su qualcosa di sacro.

Dunque, in seguito alla penalizzazione da dieci punti inflitta proprio alla Juventus, al Milan mancano solamente tre punti per l’automatica qualificazione in zona Champions. E poi, chiaramente, è innegabile, l’intera stagione del Milan verrebbe valutata molto differentemente a seconda di una qualificazione in Champions League o meno. Ma i ragazzi della rosa rossonera, loro – beh – loro no. Loro no.

E allora benvenuti a Torino per la trentasettesima giornata, ma il dado è tratto almeno da ieri. O come dicono qualche kilometro più in là nelle campagne francesi: les jeux sont faits (il gioco è fatto).

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