Il Milan di Stefano Pioli ha preso forma con l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic. L’avvento del dio svedese, di ritorno dopo anni di esilio non voluto, ha messo le basi per tornare a essere competitivi e vincenti. Veni, vidi, vici. Nello specifico, la squadra che oggi conosciamo, ha iniziato a esprimersi al meglio dopo la pausa per il lockdown, a porte chiuse, con un San Siro silenzioso e privo di anima. Vittoria dopo vittoria l’allenatore di Parma si è guadagnato la riconferma sul campo, allontanando la figura di Rangnick. L’anno successivo il netto miglioramento con il secondo posto conquistato e il ritorno in Champions League dopo sette anni.
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La gente parlava. Una volta tornato il pubblico il Milan non avrebbe più reso, crollando nuovamente e tornando a funzionare a corrente alternata. La convinzione era che la squadra non potesse reggere la pressione del pubblico. La smentita è stata più forte che mai. I tifosi hanno nuovamente occupato i seggiolini della Scala del calcio e il Diavolo ha vinto lo Scudetto. Sì, perché la vera forza della creatura di Stefano Pioli è stata San Siro. Possibilmente, ancora di più in questa stagione.
I momenti difficili non sono mancati, tutt’altro. Il 2022-2023 del Milan è stato altalenante. Dalle notti magiche europee al gennaio più brutto e buio della storia del club, passando per le tante partite mediocri o disastrose contro squadre medio-piccole. L’unica costante è stata il pubblico, sempre presente, anche in serate da dimenticare. Anticipi, posticipi, con temperature proibitive e in giorni feriali, San Siro ha quasi sempre fatto registrare il sold out.
Nell’arco di tutta la stagione, il Milan ha giocato 26 partite casalinghe, considerando Serie A, Coppa Italia e Champions League. Il numero totale di spettatori che hanno assiepato le storiche tribune del Meazza è stato di 1.862.782, per una media di 71.607, la più alta di tutto il campionato. Milan e San Siro, un binomio sinonimo di passione e storia, in attesa di notizie sul futuro dello stadio più iconico d’Italia.
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