Quello tra Gennaro Gattuso e il Milan è un amore mai tramontato. Nel corso di un’intervista al programma spagnolo El Chiringuito de Jugones, infatti, l’ex tecnico – reduce dalla non positiva esperienza alla guida del Valencia – ha parlato anche dei rossoneri: “Il Milan è casa mia. Ho avuto la fortuna di giocare 14 anni in rossonero, oltre ad allenare per due anni, ed è stato un vero privilegio per me”.
LEGGI QUI – L’agente FIFA è sicuro: “Anche il Milan deve dire grazie agli arabi”
Gattuso, poi, ha ripercorso la sua avventura in Spagna: “Ero consapevole fin dal primo giorno che al Valencia sarebbe stato un lavoro difficile, ma è stato un onore per me lavorare per un grande club. Ho un buon ricordo della mia esperienza. Al Valencia devi dare importanza a tutto, non puoi fare le cose a metà. Bisogna rispettare la storia del club. Può succedere che in questo momento non sia possibile spendere molto denaro, ma i tifosi vanno capiti. I tifosi del Valencia sono come me, viviamo il calcio a 360°. Io ho sofferto molto in questo finale di stagione, ho un rapporto forte con tanti giocatori che mi hanno dato tutto. Penso a Gayà, che non voleva rinnovare il contratto e alla fine ha firmato per me”.
L’ex rossonero ha parlato anche del nuovo allenatore Baraja: “Non era facile per lui, ma è un buon tecnico. Sa come funziona, conosce il Mestalla e i tifosi. Valencia è casa sua”.
Gattuso ha spiegato anche per quale motivo ha lasciato il Valencia: “Non mi sono sentito ingannato, ma quando abbiamo iniziato la stagione sono andati via Soler e Guedes negli ultimi giorni del mercato… La società sapeva che a gennaio servivano 2-3 giocatori, invece non è arrivato nessuno. Quando ho visto che al 30 di gennaio non succedeva quello che avevamo concordato, sono andato via”.
Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!
