Oggi su Netflix esce la terza parte di una delle serie più fortunate e chiacchierate degli ultimi due anni, Lupin. Vi starete giustamente chiedendo cosa possa avere a che fare la storia del ladro gentiluomo con il Milan e ne avete tutto il diritto. La realtà dei fatti suggerisce che effettivamente non esiste alcun legame concreto ed empirico, ma puramente astratto. Mettiamola così, Lupin ci è utile a introdurre l’argomento del giorno. Il leggendario Arsenio, visto e considerato il suo mestiere, dovrebbe rubare un po’ di fortuna e portarla a Milanello. A patto che la fortuna esista. In caso contrario, sarebbe utile anche un elisir contro l’astinenza da gol europei. Ecco, questo sarebbe il regalo migliore che potrebbe fare al Diavolo.

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Se due indizi fanno una prova, figuriamoci quattro. Il Milan non segna in Champions League da quattro partite, le due del girone e le due di semifinale nella passata stagione. Provate a indovinare quante volte era successo nella storia prima di oggi. Risposta: mai. Questa non vuole essere una critica alla squadra, anzi. Se contro l’Inter la manifesta superiorità dell’avversario ha in qualche modo giustificato lo zero nel tabellino, le due sfide contro Newcastle e Borussia Dortmund hanno il sapore della recriminazione. Due partite in cui il Diavolo ha costruito tanto, calciando e mettendo alle corde le avversarie, senza però trovare la via del gol. Risultato? Un doppio 0-0 equivalente a quattro punti persi per strada in un girone che Calabria ha definito come “il più difficile nella storia della competizione”.
Ieri sera, dopo un primo tempo equilibrato in cui il ritmo imposto dai padroni di casa ha messo in difficoltà i ragazzi di Pioli, nei secondi 45′ non c’è stata quasi mai partita. A dire il vero, già nella prima frazione il Milan avrebbe potuto trovare il vantaggio. Le solite sgasate di Leao sulla fascia hanno prodotto superiorità numerica negli ultimi 20 metri, ma spesso i cross sono stati imprecisi o mal controllati dai destinatari. Giroud, in difficoltà, ha poi mancato grossolanamente una ghiotta occasione a due passi dalla porta difesa da Kobel. La ripresa ha mostrato il volto migliore e peggiore dei rossoneri. Tante palle gol create, zero reti realizzate.
L’ingresso di Adli al posto di uno spento Pobega, ha ridato linfa al Milan. Vero, il franco-algerino deve migliorare tanto nel posizionamento e nella lettura del gioco, ma dai suoi piedi sono partite alcune delle azioni più pericolose. I due tiri di Chukwueze e la ribattuta di Reijnders gridano vendetta, così come alcune ripartenze gestite male. In totale il Diavolo ha calciato verso la porta del Borussia 14 volte e in Champions League, ai rossoneri, non era mai capitato. Insomma, in due partite il Milan ha rischiato poco, pochissimo e creato tanto, tantissimo. Purtroppo, però, con scarsi, scarsissimi risultati.
Sfortuna? Imprecisione? Superficialità? Difficile trovare una risposta. La più ovvia è che si tratta di un melting pot di tutto. Il girone della morte, descritto come una montagna insormontabile da scalare, si è rivelato diverso. Il Milan è forte, superiore a Dortmund e Newcastle. I 2 punti non sono la conseguenza di limiti tecnici e tattici, ma di errori da campo. Con un po’ di decisione in più i rossoneri sarebbero in testa al girone da soli o a braccetto con i magpies.
Insomma, non solo notizie negative, tutt’altro. Pioli ha detto di aspettarsi equilibrio fino all’ultima giornata, a maggior ragione dopo la serata appena trascorsa. Il PSG non è imbattibile. In difesa ha mostrato lacune profonde. Ha cambiato tanto, dai giocatori alla guida tecnica. Meno prime donne, più giocatori da squadra, con una marea di opzioni offensive orchestrate da un allenatore che fa dell’identità di gioco il suo marchio di fabbrica. A Parigi non sono abituati, per questo ci vorrà tempo. Dal centrocampo i giù, però, iniziano i problemi e il 4-1 inglese di ieri sera lo dimostra, così come il quinto posto in Ligue 1.
Ora, dopo la sosta per le nazionali, il Milan avrà il doppio impegno con l’ex Donnarumma, prima al Parco dei Principi poi in un San Siro che si preannuncia più infernale che mai. Cosa bisogna aspettarsi? Due grandi notti da Diavolo europeo e qualche gol in più. Signor Lupin, nel frattempo lei continui a cercare l’elisir.
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