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Cardinale rivela quando sarà pronto lo stadio e chiama Ibrahimovic: “Stiamo parlando, dipende da lui”

Cardinale

Dopo essere stato premiato a Washington in occasione del 48esimo anniversario della Niaf, Gerry Cardinale ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Class CNBC, toccando vari argomenti, tra cui il nuovo stadio, il futuro del Milan e Zlatan Ibrahimovic.

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Sullo stadio:

“Lo stadio è un altro strumento della cassetta degli attrezzi. È importante per il Milan e per i suoi tifosi. Voglio dare ai tifosi la prossima Scala del calcio europeo. Se lo faremo con successo avrà un grande impatto sull’Italia. E San Donato sarà il luogo dove lo faremo. Tempistiche? Sarà un progetto quinquennale. Il nuovo stadio sarà fenomenale. Siamo primi, con gli occhi sullo scudetto, e vogliamo avanzare in Champions un passo alla volta, sono ottimista”. 

stadio nuovo
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Sull’investimento:

“Sta andando tutto bene finora, ma siamo qui solo da un anno. Ho fatto passare il primo anno senza fare molto, ho osservato, volevo assicurarmi di non arrivare in Italia e comportarmi da americano. Ci siamo presi un po’ di tempo. Chi ci ha preceduto ha fatto un ottimo lavoro e di portare il Milan al punto in cui si trova. Questo mi ha permesso di fare quello che stiamo facendo ora. Finora i milanisti sono stati fantastici, tutti mi hanno accolto bene. Abbiamo cambiato tanto, a volte i cambiamenti spaventano, ma siamo qui a lungo termine per fare bene dentro e fuori dal campo”. 

Cardinale, poi, si è espresso sul business americano:

È possibile usare il nostro modello in Italia, ma dovrà essere italianizzato. Non si possono fare le cose all’americana in Italia. La squadra è una partnership con i tifosi, è un po’ diverso rispetto all’America. Le cose fondamentali come le prestazioni in campo e quelle fuori dal campo sono un fenomeno globale e quindi le nostre migliori pratiche le porteremo in Italia. Quando abbiamo fatto questo investimento ho invitato la famiglia Steinbrenner e i New York Yankees come nostri partner: questo per garantire il meglio”.

Sui diritti TV:

“Ho lavorato molto nei media sportivi. Ci sono due strade: si può continuare a lavorare con le società media tradizionali oppure creare una propria media company. In Serie A con qualcuno come noi di RedBird, questa seconda opzione è assolutamente da tenere in considerazione. Non so sarà così. Il mondo dei media sportivi è complicato. Dovremo trovare i modi giusti per massimizzare il valore dei nostri contenuti. C’è un grande interesse internazionale per la Serie A“. 

Sul Milan:

Tra la Premier e il resto dell’Europa c’è una grande disparità. Se guardiamo in Europa ci sono solo due proprietari istituzionali tra gli investitori, vale a dire RedBrid e il Qatar a Parigi. Il Milan ha il maggior numero di Champions League vinte dopo il Real Madrid. Dobbiamo tornare ai tempi in cui Berlusconi era proprietario e vogliamo farlo ora. Il mondo è cambiato e a me tocca trovare un nuovo modo per riportare in alto il Milan”. 

Sulla crescita:

Non mi posso prendere il merito. È un lavoro di squadra. Elliott ha fatto un lavoro straordinario negli anni in cui ha guidato il Milan che ci ha portato ad arrivare fino a dove siamo arrivati ora. Il nostro sguardo è rivolto alla vittoria dello scudetto e andare più avanti possibile in Champions League. I nostri ricavi non sono mai stati così alti. Questo ci permette poi di mettere in campo la miglior squadra possibile per vincere”. 

Cardinale, infine, ha chiuso parlando di Ibrahimovic:

 “Zlatan è una leggenda. Lo sto conoscendo, mi piace molto, è un leader nato. Abbiamo bisogno di più leader intorno a noi. Amo le persone che eccellono e che sanno restituire quello che hanno ricevuto. Abbiamo una squadra giovane, credo che uno come Ibra potrebbe essere molto efficace sia come consigliere per me, sia come leader per tutta la squadra. Dipende da lui, ma ne stiamo parlando. Credo ci siano molti vantaggi per noi”. 

Cardinale è pronto a riportare il Milan ai vertici del calcio mondiale, tornando ai fasti dell’epopea berlusconiana. La figura di Ibrahimovic potrebbe essere ideale per raggiungere gli obiettivi prefissati.

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