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Come sta il Milan? Tra problemi, dubbi e perplessità il Diavolo resta in alto: gli allarmismi lasciamoli da parte

Milan

Ormai stiamo danzando. La stagione è iniziata da due mesi abbondanti. Dare un primo giudizio, tirando una somma momentanea, è più che lecito. Quindi la domanda sorge spontanea. Come sta il Milan? Meglio ancora, qual è il suo vero volto? Sinceramente, riuscire a dare una risposta sicura non è affatto facile. Il Diavolo visto finora ha alternato momenti di gloria ad altri di buio totale. L’ultima settimana, quella conclusa domenica sera a Napoli, è piuttosto esemplificativa.

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In poco più di 60 giorni abbiamo visto un Milan capace di segnare e trovare la via della rete con facilità. Le prime tre giornate di Serie A sono state un benessere per gli occhi. Bologna, Torino e Roma schiantate dominando, divertendo e, soprattutto, divertendosi. Otto gol fatti e appena due subiti. La sosta, poi, ha incrinato qualcosa. La batosta subita il 16 settembre contro l’Inter ha inevitabilmente segnato.

Giustamente, è lecito affermare quanto segue. Ok, il Diavolo ha perso, ma da lì in avanti il Milan ha solo vinto in Serie A, fino alla gara contro la Juventus, mentre la squadra di Inzaghi ha perso punti con il Sassuolo. Risultato? Milan primo, Inter seconda. Tutto vero, verissimo. Inevitabile, però, guardare anche l’altro lato della medaglia. Giroud, prima della doppietta a Napoli, non segnava dal 1 settembre. Leao, il giocatore più rappresentativo, dal 23 settembre nella sfida vinta di misura contro il Verona 1-0.

I gol sono stati un problema. Escluso il 3-1 di Cagliari e il 2-0 interno con la Lazio e lo 0-1 raggiunto in extremis a Genova, i rossoneri hanno lasciato la tabella marcatori a quota zero per quattro volte. Tre in Champions League, con il doppio 0-0 contro Newcastle e Dortmund, e il 3-0 di Parigi. In Italia, invece, spicca lo 0-1 subito per mano della vecchia signora.

Il Diavolo è la prima squadra italiana nella storia della Champions a non riuscire a segnare nemmeno un gol nelle prime tre giornate del girone. Se aggiungiamo anche le due semifinali della passata edizione il conto sale a cinque gare.

Le occasioni, spesso, vengono create, anche in abbondanza. Vedere le sfide contro inglesi e tedeschi. Sul più bello, però, mancano soluzioni. Altro capitolo importante sono le potenziali occasioni, quelle in cui il passaggio decisivo per trasformarle in concrete viene puntualmente sbagliato. I nuovi acquisti non hanno ancora inciso a pieno, escluso Pulisic, e le riserve degli attaccanti non sembrano ancora in grado di fare la differenza, Jovic su tutti.

Gli infortuni, inoltre, iniziano a essere troppi. Già 19, di cui 12 di tipo muscolare. Nella sola serata di domenica si sono fatti male Kalulu (fuori 4 mesi), Pulisic e Pellegrino, al debutto e subentrato proprio per il difensore francese nel primo tempo. Purtroppo, è evidente che ci sia un problema. Ogni stagione è la fotocopia di quella precedente.

Theo - Leao
Theo – Leao

Ora, inizia a presentarsi anche il rebus delle incomprensioni. Primo indizio, dopo Parigi, con le parole di Calabria riprese da Pioli, quasi a redarguirlo. Secondo e terzo indizio a Napoli, con la rabbia di Giroud e Leao, soprattutto, per la sostituzione. Se a questo aggiungiamo le dichiarazioni dell’attaccante francese post-match in cui dichiara che lui e i compagni non sapevano se attaccare o difendere dopo il gol di Politano il dubbio viene: i rapporti tra giocatori e allenatore si stanno incrinando?

Infine, va detto che alcuni dei simboli di questo Diavolo stanno deludendo. Leao va a corrente alternata, dando la sensazione che spesso non abbia voglia di accelerare e decidere la partita. Uno con il suo talento può letteralmente cambiare le sorti di una gara da solo e in passato lo si è visto. Theo Hernandez, però, è il calciatore più involuto. La sua stagione, fin qui, è stata ampiamente insufficiente. In 10 giornate di campionato ha collezionato cinque ammonizioni, saltando già una partita per squalifica.

Ok, tutto vero. Guardiamo l’altro lato della medaglia, però. Il Milan è terzo, a soli tre punti dall’Inter prima in classifica. Ha già affrontato le squadre più difficili della Serie A, Roma, Inter, Lazio, Juventus e Napoli, raccogliendo 7 punti su quindici disponibili. Ora, il calendario dovrebbe essere più semplice e, come detto, la vetta della classifica dista appena tre lunghezze. Nessuna squadra ha avuto un calendario così difficile e nonostante tutto il Diavolo ha quasi sempre ben figurato, eccezion fatta per il derby. La squadra gioca bene, a tratti mostrando un calcio entusiasmante. Con qualche gol in più la situazione sarebbe ben diversa.

I nuovi acquisti stanno facendo bene, Pulisic, Loftus-Cheek e Reijnders su tutti. Chukwueze non ha ancora trovato spazio, Okafor è già a quota due reti, Musah è un tuttofare prezioso. Ricordiamoci, inoltre, che al Milan manca uno dei giocatori cruciali, Ismael Bennacer, a cui va aggiunta l’assenza più lunga del previsto dell’ex centrocampista del Chelsea, fuori ormai da un mese. Risultato? Inutile fare allarmismi, giustissimo porsi delle domande. Il Diavolo c’è, è in alto e farà di tutto per restarci.

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