La situazione di Rade Krunić sta diventando sempre più anomala. Fino a qualche settimana fa, era sempre al centro delle rotazioni di mister Pioli, mentre adesso sembra veramente vicino all’addio. L’indizio era anche arrivato nella scorsa partita tra Milan e Frosinone, in cui il bosniaco è rimasto seduto per tutti i 90 minuti in panchina, senza andare a riscaldarsi e quindi escludendo la possibilità di subentrare.
I corteggiamenti del Fenerbahce verso il centrocampista nella scorsa estate, hanno funzionato. Davanti a un’offerta del genere – 4 milioni all’anno – il bosniaco poteva partire subito. La società al tempo decise di opporsi perché non voleva privarsi un giocatore duttile. Ed effettivamente era così. Il 33 rossonero ha sempre rappresentato una scelta importante nello scacchiere del tecnico, anche alla luce di possibili cambi di modulo. Dopo averlo dichiarato incedibile allora, i presupposti del Club sono completamente cambiati. Si è aperta così una sliding doors in cui Krunic, da essere un punto fermo per il diavolo, sta diventando una semplice merce di scambio. Per quanto possa essere una situazione inaspettata, soprattutto per le tempistiche con cui si sta concretizzando, la storia dell’ex Empoli al Milan è vicina ai titoli di coda.
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Ma quanto è stato importante Krunic per il Milan? Tanto da definirlo come il tutto fare. Stefano Pioli l’ha schierato ovunque: mezzala, mediano, trequartista, ala destra, falso nueve e anche difensore centrale in occasione dello scorso impegno di Champions League contro il Borussia Dortmund. Insomma, un vero e proprio jolly che non è mai eccelso in termini di qualità, ma ha sempre fatto il suo. L’anno in cui i rossoneri vinsero lo Scudetto è stato indubbiamente il suo migliore a livello di prestazioni. In quella stagione il bosniaco era un titolare e la firma per il titolo ce l’ha messa anche lui in occasione di quel gol coast to coast di Theo Hernandez contro l’Atalanta, che nasce da un intervento in scivolata del centrocampista su Boga.
Quest’anno però, è tutto diverso. Il Krunic che ha sempre giocato con attenzione in tutti i ruoli in cui veniva schierato, sembra essere un lontano ricordo. Molto probabilmente, l’offerta dei canarini gialli ha fatto venir voglia all’ex Empoli di cambiare aria, e questo lo si è visto nelle ultime partite che ha disputato. In soli 4 mesi, è cambiato tutto, e il 33 rossonero non è più una prima scelta, né tantomeno un primo sostituto. I cicli hanno un inizio e hanno una fine, e quello di Krunic è ormai al capolinea.
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