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Da Salerno a Salerno: cancellare il 2023. Pioli non bluffa e rilancia

Pioli

Il calendario o per alcuni, il fato, ha disegnato un percorso in quest’anno solare che parte da Salerno e arriva a Salerno. Sarà l’atmosfera natalizia, saranno le due vittorie consecutive dell’ultima settimana eppure sono giorni in cui si respira un’aria serena. Si percepisce un’atmosfera particolare, forse preludio di una rinascita auspicata.

Lo scorso 4 gennaio iniziava proprio all’Arechi di Salerno l’annus horribilis del Milan. Nonostante la prestazione, la vittoria e il conseguente avvicinamento all’allora capolista Napoli, per Pioli e i suoi ragazzi ebbe inizio uno dei percorsi più assurdi e imponderabili.

Venerdì sera a Salerno il Milan è chiamato a disputare due partite in una. La prima, la più romantica, con il suo glorioso passato. A guidare i granata campani l’eroe delle notti Champions, sua maestà Pippo Inzaghi. E poi il campo declinabile solo come vittoria e continuità. I rossoneri arrivano dopo aver dato delle risposte non così scontate.

A Newcastle si è ribaltato un risultato dopo sessanta minuti sottotono e sotto nel risultato. Lo si è fatto con la qualità dei cambi e la voglia di andarsi a prendere una vittoria per provare a regalarsi una flebile speranza. È arrivato un successo per certi versi anche meritato. La delusione per la “retrocessione” in Europa League, non ha provocato strascichi negativi postumi. Domenica, contro un Monza che è solo sulla carta una provinciale ma sul campo dimostra coraggio, idee e qualità, il Milan ha fornito una prestazione dominante. Non penso di esagerare affermando che non si vedeva un approccio alla partita così voglioso, feroce, ricco di qualità e occasioni dal 22 maggio 2022 giorno della sfida tra Sassuolo e Milan che laureò Leao e compagni Campioni d’Italia.

Su Pioli e il suo staff si è detto e scritto ormai tutto e il contrario di tutto anche alla luce degli ultimi infortuni di Okafor e Pobega. È innegabile che il ventesimo infortunio muscolare su 29 totali sono un’enormità che imbarazzerebbe anche il più militante degli ottimisti. Però a Stefano Pioli gli va dato atto di non aver mai bluffato quando pur difronte ad una tsunami di critiche ha sempre difeso il suo gruppo descrivendolo coeso e voglioso di remare con il suo allenatore in un’unica direzione con il mare in tempesta.

Le risposte di carattere e qualità avute in Champions e nell’ultima di campionato non arrivano per opera di devozione a “Sanculo”. E allora ci sarebbe da credere alle dichiarazioni pronunciate nella pancia del St James’ Park. Non penso sia pura circostanza. L’obiettivo è reale e la strada tutta da tracciare. 

E veniamo al secondo presunto bluff ancora una volta smentito dai fatti. Questa rosa, appena è messa nelle condizioni di poter esprimere in toto il suo potenziale, viene fuori in tutta la sua alta competitività. Una qualità espressa negli undici titolari e nei ricambi protagonisti di match conquistati in rimonta e di sofferenza ma anche di qualità e dominio. Il Milan non avrà la bellezza mozzafiato che in altri lidi viene venduta per altre squadre. Questa squadra avrà anche delle imperfezioni ma se riuscisse a non sprofondare nei 40 giorni infernali vissuti tra ottobre e novembre, potrebbe mostrare tutto il suo fascino piacente.

L’Arechi di Salerno per chiudere il cerchio, rottamare quest’anno calcistico e girare pagina con un consapevolezza di forza. Qualunque sia l’obiettivo da raggiungere. Approfitto di questo spazio per augurare a tutti voi, lettrici e lettori, un Buon Natale. Auguri!

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