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Maignan, Supercoppa e Arabia: ipocrisia e contraddizioni di un paese unico

L’Italia è un paese unico. Non lo diciamo solo noi, ma il mondo intero. Unico per varietà di paesaggi, storia, cultura, tradizioni e, ovviamente, a livello culinario, il nostro vanto più grande. Il pianeta parla di noi, a volte esaltandoci e prendendoci a modello, altre volte facendosi beffe delle contraddizioni tutte tricolori. Pizza, mafia, mandolino, Berlusconi. Va bene così, non tutto può essere perfetto.

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Bene, quello che sta accadendo in questi giorni è un ottimo riassunto del paese che viviamo, amiamo e abitiamo quotidianamente. Ipocrisia, costernazione, ignoranza, cupidigia, ignavia. Sabato sera, lo spettacolo indegno andato in scena al Bluenergy Stadium di Udine, prima Dacia Arena, prima ancora Friuli, ha avuto una cassa di risonanza continentale. Hanno parlato tutti. Calciatori, sportivi, addetti ai lavori, tifosi, politici. C’è chi ha parlato a sproposito, chi addirittura ha preferito non farlo, non per minimizzare, assolutamente, semplicemente per sorvolare. Si parla solo di calcio. Siamo in Italia.

E poi, diciamoci la verità, non è che, per caso, Maignan si è inventato tutto? D’altronde, come sottolineato dalla Curva dell’Udinese, quei cori li ha sentiti solo lui. Eppure, stando alle notizie di oggi, sembrano esserci già degli indagati per quanto accaduto. Quello che più fa male dell’aberrante episodio che ha squarciato la serata di sabato è la reazione del tifo bianconero, anzi, di una parte di esso. Non è mai bello generalizzare, tantomeno corretto. Così come era una minoranza imbecille quella che ha rivolto al portiere francese cori beceri, altrettanto lo era quella che lo ha fischiato al rientro in campo. Perché questa accoglienza? Perché contestare la vittima e non il carnefice, con la piena contezza della vicenda, poiché prontamente spiegata dagli altoparlanti dello stadio? Costernazione e ignoranza.

Grave, come Cioffi che preferisce andare oltre, e come chi nega tutto. A prescindere dai video apparsi sui social nelle ultime ore, di cui sarà da verificare la veridicità, perché mettere in dubbio un fatto tanto grave e spregevole? Quali motivi avrebbe avuto Maignan per mentire e calunniare delle persone? La solita frase “erano solo 3-4 imbecilli” non assolve e non deve farlo. Questo non significa per forza doversi sentire presi in causa. Il problema è che, in certi casi, anziché mettere le mani avanti e pensare a difendere la propria posizione, di forza, andrebbero appoggiate le giuste cause, condannando all’unanimità comportamenti oggettivamente esecrabili. Anche se si tratta di 3-4 imbecilli. La stessa identica cosa di chi, uomo, sentiva per forza la necessità di urlare la propria innocenza di fronte alla tragedia di Giulia Cecchettin, senza rendersi conto che il problema non era quello. Ignavia.

Poi, però, dopo i discorsoni di politici e di chi è a capo del calcio italiano, con promesse di punizioni severe e durature, dal momento che il tempo della tolleranza è finito, andiamo a giocare la Supercoppa in un paese in cui la discriminazione, sebbene non tanto su base etnica, è la normalità. Un paese dove non si è liberi di amare chi si vuole e in cui le donne sono l’ultima ruota del carro. Insomma, i diritti umani vanno cercati con il lumicino. Abodi ne è anche consapevole, però al contempo c’è la possibilità di andare a illuminare, responsabilizzare e contribuire all’alfabetizzazione civile di questi posti. Non si va per i soldi, assolutamente no. Cupidigia.

Ah, quasi dimenticavo, non scandalizziamoci, poi, se durante il minuto di silenzio dedicato a un gigante dello sport italiano come Gigi Riva, mancato nella serata di ieri, il pubblico arabo fischia. Semplicemente, questo tipo di omaggio, non fa parte della loro cultura. Usi e costumi. Siamo un paese unico, davvero.

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