Il calcio è uno sport strano, parecchio. Tutti parlano male e criticano, a prescindere dal risultato e dall’effettivo rendimento della squadra. C’è sempre qualcosa che ai tifosi non va bene. Un gioco sottotono, le prestazioni al di sotto delle massime possibilità di un calciatore, magari il più talentuoso della squadra, i cambi sbagliati dell’allenatore e via discorrendo. In fin dei conti, è risaputo, all’essere umano piace parlare male. In Italia, soprattutto. Se ci fosse la disciplina olimpica della critica gratuita saremmo costantemente i favoriti per la medaglia d’oro. Insomma, tutto questo spiegone per dire che il Milan sta esattamente affrontando questa situazione.
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Partiamo da un dato, anche se i numeri non dicono tutto. 52 punti in 24 giornate. Nella sua storia, il Diavolo ha fatto meglio appena due volte. La prima, nel 1995-1996 con 53, la seconda nel 2003-2004 con 61. Sapete cosa accadde a fine stagione? Milano si dipinse di rossonero. Ora, chiaramente è una coincidenza, ma a volte credere nel destino fa bene al cuore, anche se quest’anno e a questo punto del campionato è difficile pensare a una rimonta del Milan ai danni dell’Inter, lanciata verso la seconda stella.
Se il Diavolo deve rimproverarsi qualcosa, è il mese a cavallo tra ottobre e novembre con i tanti punti lasciati per strada. Lecce, Udinese, Napoli e Juventus. Ora, probabilmente, la bagarre con i nerazzurri sarebbe alla pari o quasi. Da allora, il Diavolo si è ripreso. L’ultima sconfitta in Serie A risale al 9 dicembre, 3-2 a Bergamo contro l’Atalanta. Poi, 7 vittorie e 2 pareggi in 9 partite. Un ritmo da Scudetto. Eppure, nonostante tutto, l’argomento più dibattuto è quello del cambio di guida tecnica. A fine anno fuori Pioli e dentro Conte. Ormai non si sente altro.
Stefano Pioli, però, ha appena collezionato la presenza numero 220 sulla panchina rossonera, le stesse di Arrigo Sacchi. Inutile avventurarsi in paragoni pericolosi, ma dati alla mano l’allenatore rossonero ha raccolto 121 vittorie contro le 113 di Sacchi, uno dei più grandi di sempre. Tutti, o quasi, ad ogni modo, vorrebbero un cambio. Siamo sicuri che, però, sia la scelta giusta?
Negli ultimi giorni l’ex tecnico di Inter, Lazio e Fiorentina ha ricevuto complimenti e appoggio dall’ambiente Milan, specialmente da Ibrahimovic e, soprattutto, dal presidente Scaroni.
“Il futuro di Pioli? Mutuo le parole sia di Furlani che di Ibrahimovic: noi abbiamo fiducia totale su Pioli e i risultati ce la stanno rafforzando questa fiducia. Quindi per il momento calma piatta su questo fronte”.
Insomma, piano con le critiche. Le somme si tirano alla fine e il Milan ha ancora un obiettivo grande in testa, giusto davanti a sé: vincere l’Europa League. Trionfare a Dublino rappresenterebbe un capolavoro, l’ennesimo di una gestione che, nel bene e nel male, ha risollevato il Diavolo, riportandolo in alto, dove gli compete.
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