Matteo Darmian ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Serie A, nel corso della quale si è soffermato sulle varie tappe della sua carriera compreso, chiaramente, il periodo vissuto in rossonero. Queste le sue parole:
“Mi visionarono durante alcune partite e feci un provino, riuscendo a entrare nel settore giovanile. Posso solo che ringraziarli perché è stato un percorso di vita, oltre che calcistico. Non fui l’unico a presentarmi a quel provino, eravamo in quattro e inizialmente sono stato preso solo io. Essere lì con i miei compagni era come fare un normale allenamento per me, soltanto in un altro luogo. Ci fecero un questionario in sala riunioni, chiesero di dire a ognuno di noi di dire il proprio idolo. Il mio era Clarence Seedorf, che al tempo giocava all’Inter”.
Darmian poi prosegue: “Le altre domande erano di ogni tipo, per sapere come andassimo a scuola o cosa volessimo fare da grandi. Cosa risposi? Che volevo fare il pizzaiolo. Seedorf era un professore dentro e fuori dal campo, quando l’ho conosciuto al Milan era esattamente come me l’aspettavo, non risparmiava consigli, non solo a me, ma a tutti i ragazzi giovani. Del periodo milanista ricordo tutto con piacere, le esperienze ti formano facendoti crescere, per me il settore giovanile del Milan è stata una scuola di vita, mi ha insegnato a stare in un gruppo e a seguire delle regole, mi ha dato tanta disciplina. La prima squadra del Milan era forte, non potevo giocare e dimostrare il mio valore. La scelta condivisa è stata quella di muovermi per iniziare un percorso calcistico”.
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Darmian e la vittoria dello scudetto con l’Inter
Darmian ha poi parlato del suo percorso sull’altra sponda del naviglio, all’Inter: “Scetticismo dei tifosi? Io sono sempre rimasto me stesso, consapevole del mio valore. Come ho detto dal primo giorno, ho sempre cercato di lavorare tanto mettendomi a disposizione della squadra per raggiungere gli obiettivi stagionali. “Interismo” è passione, vuol dire essere parte di una famiglia e di un progetto importante, sempre pronto a dare tutto per la causa”.
Sullo scudetto del 2020/21: “Episodio fondamentale per vincere lo scudetto 2020/21? Ricordo all’inizio della stagione, alti e bassi con qualche risultato deludente. La svolta è arrivata da Sassuolo, dove abbiamo vinto 0-3. Durante la settimana ci eravamo detti in riunione che per vincere avremmo dovuto essere noi stessi, da lì è partita la scalata che ci ha permesso di vincere. In quella riunione abbiamo parlato tutti, si deduceva la voglia che aveva la squadra di fare qualcosa di importante. Lo scudetto è qualcosa di speciale, vincere non è mai facile, tutto quello che c’è dietro è lavoro e sacrificio. Sono le parole importanti per l’Inter di oggi? Sì, anche se c’è tanto oltre questo, siamo un grande gruppo: traspare quando giochiamo, nei momenti di difficoltà penso si noti la sintonia tra di noi. La miscela perfetta è stata la partenza di Achraf Hakimi e l’arrivo di Simone Inzaghi? Quando vanno via giocatori importanti come lo era Hakimi non è mai facile. Con tanto lavoro, essendo stata brava anche la società, non abbiamo subito troppo le mancanze, ma abbiamo aggiunto pedine fondamentali”.
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