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Leao: “Milano è casa mia. Ecco cosa mi dicono Ibra e Pioli”

Rafael Leao ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera per parlare del libro appena uscito (“Smile”) e del suo amore per i colori rossoneri. Tra i tanti temi toccati risaltano, in particolare, le sue parole d’amore per il Milan, Ibrahimovic e la città. Queste le dichiarazioni di Leao:

«Il mio futuro è al Milan. Sono qui e ho ancora un contratto di quattro anni. Il Milan mi ha aiutato quando ero in una situazione difficilissima, mi è stato vicino. Io non dimentico, sono leale. Sono arrivato da ragazzino, qui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Voglio vincere ancora, la mia testa è qui».

Di lei, Ibrahimovic dice: «È un genio, in campo vede cose che gli altri non vedono».

«Non sono un genio. Però lui ha fatto alzare tanto il mio livello. Mi parla di tutto, non solo del calcio. Avevo bisogno di lui: mi ha aiutato non solo come calciatore, ma anche come uomo. È molto importante per me. Lo era quando giocava, lo è anche adesso».

Leao, lei è a Milano ormai da cinque anni, qual è il suo rapporto con la città?

«Ora è casa mia. Mi piace tutto: lo shopping, la moda, anche il clima, perché sembra di stare in Portogallo. Se pensate che Milano sia fredda, provate a passare un inverno a Lille. E poi il cibo! Mi piace tutto della cucina italiana: la pasta, i risotti, il pesce».

La cosa che le ripete il suo allenatore Stefano Pioli?

«Sei sempre l’ultimo, ed è vero».

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Sui social usa sempre il simbolo del surf: un’altra delle sue passioni?

«Mai surfato in vita mia. È un modo di vivere, perché il surfista prova e riprova sempre, senza arrendersi mai. L’onda prima o poi arriva. E quando arriva devi essere pronto a salire sulla cresta».

Leao ha anche svelato il rapporto con Furlani e Cardinale.

«Non ci vediamo spesso, ma mi vuole bene, mi aiuta. Mi ha anche dato il suo numero di telefono, ma non l’ho mai chiamato, non vorrei disturbarlo. Anche l’a.d. Giorgio Furlani mi è molto vicino: mi parla anche in portoghese. Gran persona».

Se le diciamo che non segna abbastanza gol e che manca di continuità, se la prende?

«Le critiche mi caricano sempre. A volte mi fanno arrabbiare, ma solo se non sono costruttive. Mi dispiace se sono fatte solo per provocarmi. Spesso mi chiedo: ma questo capisce di calcio? Sono emotivo, anche se non lo do a vedere. Comunque queste cose mi rendono più forte. Io so dove posso arrivare».

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