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Gazzetta – Milan, futuro in Medio Oriente, ma non c’è solo PIF: due strade percorribili

L’indiscrezione de ‘Il Sole 24 Oresull’interesse del blasonato fondo arabo PIF per il Milan, ha alimentato le insistenti voci che da qualche mese si facevano sempre più frequenti. Come riportato da ‘La Gazzetta dello Sport‘ nell’edizione odierna, il Public Investment Fund potrebbe non essere l’unico interessato ad presentare un’offerta a Gerry Cardinale.

Era stato molto chiaro il proprietario del club rossonero qualche settimana fa: “Bisogna tenere conto dei movimenti dell’economia globale e non c’è dubbio che in Medio Oriente ci sia molta liquidità e disponibilità a investire nello sport. Siamo aperti a collaborare con potenziali partner che potrebbero unirsi a noi, sia come sponsor che come partner nella costruzione del nuovo stadio, oppure come azionisti minoritari. Ma come ho detto, non rinuncerò al controllo“. Cardinale non nasconde la possibilità di includere investitori esterni come azionisti di minoranza all’interno della società.

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cardinale

Secondo la rosea, i contatti tra il proprietario di RedBird e PIF ci sono stati, ma non si può parlare di una trattativa. C’è poi da tenere in conto un altro fattore, che riguarda il Newcastle, club di proprietà del fondo arabo. La UEFA, infatti, vieta allo stesso proprietario di possedere due club che scendono in campo nello stesso torneo. Un problema comunque circoscrivibile, come già fatto in passato quando Cardinale è uscito dal cda del Tolosa per evitare problemi con il Milan.

Il colosso arabo, però, non è solo nella lista dei potenziali investitori. Offerte potrebbero arrivare anche da Emirati Arabi, Qatar e Bahrain. Tre paesi nei quali la dirigenza rossonera è stato molto attiva recentemente. Le possibili strade sono due: continuare su questo asset, oppure affiancare un socio che potrebbe aiutare Cardinale sia nella costruzione del nuovo stadio, che nel rimborsare il prestito ad Elliot.

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