Da leader in campo ad architetto, mai come ora Zlatan sente il peso delle scelte. Critiche e successo, i due pesi e le due misure del nuovo progetto, uno stimolo che per grinta e carattere permette allo svedese di affrontare la sfida con grande abnegazione. L’arrivo in dirigenza è stato fortemente voluto da Gerry Cardinale che ha intravisto in lui un uomo di cui fidarsi, i suoi occhi e le sue orecchie a Milanello. Arriva in punta di piedi, come uno scolaro il primo giorno delle elementari, con la giusta motivazione e la curiosità che contraddistingue una nuova avventura. Ora, è il momento della pratica e in estate avrà l’opportunità di mettere in azione tutto ciò che ha acquisito.
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Ibra-Pioli, il futuro e le decisioni:
Il patron di RedBird gli ha affidato pieni poteri decisionali, come ha ribadito la Gazzetta dello Sport, sarà sua la scelta sul prossimo allenatore e sui calciatori. Come ben sappiamo a Zlatan non piace perdere e negli scorsi mesi ci sono stati dei contatti importanti con Antonio Conte, il suo preferito per sostituire Pioli. In questi ultimi mesi, però, sono aumentate le chance di permanenza del tecnico emiliano. Qualora dovesse uscire prematuramente dall’Europa League e dovesse fallire nel prossimo derby, Ibra sarà pronto a prendere le dovute contromisure qualora ce ne fosse ancora l’opportunità.
All’ex numero 11 è stato affidato l’arduo compito di costruire la squadra Under 23. Non a caso la scelta di Kirovski, dirigente intelligente e conoscitore di calcio che lo ha portato in America ai tempi del LA Galaxy. Ibrahimovic non si fida pienamente e chiama un consulente, Steve Tashjian, che non farà parte dello staff ma analizzerà e cercherà di prevenire gli infortuni. L’obiettivo è quello di ridurre anno dopo anno il gap con le big europee e questo è solo l’inizio. Come ha già dichiarato, in estate ci saranno grandi cambiamenti, dallo staff agli stessi presenti in rosa.
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