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Milan, le rimonte europee sono una rarità: con la Roma serve un’impresa

Se percepite l’ansia salire è normale. Tra poco più di 48 ore sapremo il futuro del Milan, almeno quello di questa stagione. Inutile, però, nascondersi dietri un dito. La sfida con la Roma decide tanto, se non tutto dell’immediato avvenire. Vincere e passare il turno significherebbe dare continuità al progetto e sperare ancora nella vittoria finale. Essere eliminati potrebbe sancire la fine dell’avventura di Pioli sulla panchina rossonera. Dentro o fuori. Magari è più complesso di così, ma attenendoci alle sensazioni, non potrebbe essere altrimenti.

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Il Milan arriva al ritorno dell’Olimpico in un buonissimo stato di forma, potendo contare sulla squadra al completo, ma a livello umorale un po’ meno. La sconfitta dell’andata e il pareggio del Mapei hanno minato alcune certezze del Diavolo, come la ritrovata densità difensiva. Domenica pomeriggio la retroguardia è mancata completamente, anche se la reazione della squadra è stata buona. Molto meno l’approccio alla gara. Il passato è il passato. Cancellare è la medicina migliore.

L’impresa che attende Leao e compagni, tuttavia, è molto difficile. Non impossibile, questo sì. Lo 0-1 dell’andata non chiude le porte, ma le ha notevolmente rimpicciolite, soprattutto perché in casa, la Roma, è una macchina da guerra. Due gol di scarto. Questo serve al Milan. Se le cose dovessero andare male, ne basterebbe uno per vedere cosa accade ai rigori, ma ragionare in questa maniera è diabolica, oltre che masochista.

Quello che fa preoccupare maggiormente i tifosi rossoneri, tuttavia, è lo score europeo delle rimonte del Diavolo. Guardando a quelle dell’ultimo ventennio, a partire dagli anni duemila, il Milan non ha mai ribaltato una sconfitta subita in casa all’andata. Partendo dalle delusioni recenti, il derby dell’anno scorso è un esempio lapalissiano. Andando ancora più indietro troviamo quella con l’Arsenal nell’Europa League 2017-2018. Sconfitta per 0-2 in casa e 3-1 in trasferta. Destino simile con l’Atletico agli ottavi della Champions 2013-2014, l”ultima prima del vuoto 8 anni. 0-1 in casa e 4-1 in Spagna, con il gol di Kakà a illudere tutti.

Nel 2010-2011 non andò meglio. Con il Tottenham di Bale finì 0-1 a San Siro e 0–0 a Londra, così come con lo United l’anno prima. 2-3 e 4-0 senza appello. Ancelotti non riuscì a fare meglio, venendo eliminato dal Barcellona dopo essere stato sconfitto in casa 1-0 e pareggiando 0-0 in Catalogna.

Insomma, se il calcio si giocasse guardando al passato, il Milan sarebbe spacciato. Fortunatamente non è così. Bisogna cambiare il trend, a partire da giovedì.

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