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Come saremmo se solo Pioli dicesse le parolacce?

napoli milan

Come saremmo se soltanto Pioli, anche Pioli, dicesse le parolacce” è la domanda del giorno.

“Come saremmo se anche lui lo facesse in quel modo che non fa tagli e che dice tutto per intero” è proprio un continuo della domanda. E non so poi se avete presente cosa succede.

Succede che ultimamente a Milano le parolacce sono potere e sono la nuova carne e funzionano davvero un gran bene forse. È un meccanismo curioso e tutto non da criticare a priori, e anzi delle volte sembra essere la rivoluzione giusta e può sicuramente assumere delle forme un po’ marxiste e un po’ politicamente anti-sinistra, e si deve studiare e analizzare a fondo per intendere ogni conseguenza di questa sfida sociale qui. Parliamo di parolacce e del Milan, dopotutto.

È stato un colpo particolare, un colpo di vecchia classe e di nuovi volgarismi quello legato all’esclusione di Julen Lopetegui. Il basco, l’allenatore che la dirigenza del Milan aveva pensato proprio per il post-Pioli. È stato molto curioso osservare come i tifosi si siano indignati e abbiano espresso tutto il loro malcontento ed i motti #nopetegui e espressioni con parolacce. Ma, ancora di più, è stato tremendamente pop e iperbolico – specie con il tipo di società che ha questo Milan – vedere che la dirigenza ha lasciato decidere i tifosi, in effetti.

Come se le parolacce fossero quanto di più potente al mondo. Come se bastassero i pareri di tutti i tifosi della Curva e del mondo (non pochi), tutto sui social, per prendere una decisione sul Milan.

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Sono stupendi gli scambi dei giochi di ruolo. E quando uno fa il ruolo dell’altro, ma non è neppure del tutto un gioco, è ancora meglio.

La domanda ora è: ma quanto potere avranno i tifosi di nuovo, in estate, sulle scelte di calciomercato? La questione è se davvero bastano le parolacce della gente per scegliere sul Milan. E, per certi versi, può essere strano e può avere tantissimi problemi, ma – paradossalmente – tante volte potrebbe anche essere meglio, a livello di scelte.

Di certo, la società non se la sente di girarsi dall’altra parte dopo le parolacce, specie dopo la dimostrazione del caso Lopetegui.

Infine, ma questo vi interessa un po’ meno, la domanda dell’inizio è anche “chissà se Pioli avesse detto anche lui le parolacce nella scorsa estate”. Chissà come sarebbe la nostra vita e se avrebbe le parolacce allo stesso modo. Chissà come sarebbe il nostro Milan. Perché Pioli appare come quei registi che dicono agli attori: “Ora mi dici quella parola”, ma non le dicono ma, loro, le parolacce. Caratterialmente sembra così, ed è ancora oggi contenuto, Pioli. Nonostante tutto.

Comunque, le parolacce potrebbero valere davvero tantissimo quest’anno. E “come ci comporteremmo se solo Pioli dicesse le parolacce” è una domanda che va troppo in là. È un multiverso. Troppo avanti, e non c’era modo di prepararsi prima, forse.

Ci basterebbe sapere soltanto quanto potete scegliere voi, a sorpresa, i tifosi del Milan.

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