Nella giornata di oggi, il giornalista Paolo Condò ha pubblicato sulle pagine de La Repubblica un pezzo di commento sul Milan e su ciò che ancora manca al club rossonero. In particolare, Condò si è soffermato sulle ragioni dell’acquisto di Alvaro Morata, queste le sue parole:
“La scelta di andare su Morata convince per tre motivi: il valore intrinseco del giocatore, le sue capacità di sponda per gli inserimenti degli esterni e la sua età. Morata a ottobre compie 32 anni e quindi gli si possono richiedere 2 o 3 stagioni al top mentre Francesco Camarda cresce nella sua ombra. Il Milan l’anno scorso ha subito 49 gol. Un’enormità, addirittura undicesima difesa del torneo. Con questi dati in mano il mercato si è indirizzato su Pavlovic, un marcatore forte e mancino che permetterà a Tomori di tornare sul centrodestra, e in coda a una trattativa estenuante su Emerson Royal. Ma il tappo davanti alla difesa, che sia Fofana o mister X, manca ancora, ed è innanzitutto su quel perno che si giocheranno i progressi dei rossoneri”.
E sul mercato dell’anno scorso…
Condò poi, sul mercato, prosegue: “La campagna acquisti 2023, più volte giudicata in modo tranchant, a un anno di distanza non è contestabile: Pulisic, Loftus-Cheek e Reijnders si sono imposti, Chukwueze sta prendendo velocità ora, soltanto Okafor e in parte Musah permangono tra coloro che sono sospesi”
“I principi di gioco di Fonseca sono già ben visibili e sono diversi da quelli di Stefano Pioli. Fonseca è meno verticale nello sviluppo e ragiona a reparti laddove il Milan precedente si era spostato verso i confronti uno contro uno che da Gasperini in poi hanno vissuto in Italia un forte rilancio”.

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