Lele Adani non le manda a dire sul Milan. L’ex calciatore, in occasione del podcast ‘Viva El Futbol’, si è espresso così sulla partita tra i rossoneri e il Napoli, analizzando tutto quello che è andato storto alla squadra di Fonseca in modo critico. Queste le parole di Adani.
“Fonseca fa calcio tenendo palla, storicamente non si sente a suo agio a contrapporsi agli avversari. È la sua idea, ma non ha trovato l’identità e c’è instabilità. Si è vista nettamente la differenza tra le due squadre. Una squadra ha stima e autostima, l’altra non ha autostima e la stima dell’ambiente. Ha un’autostima nettamente superiore il gruppo del Napoli, ha stabilità, fiducia. Il Milan il contrario. Al Napoli ci sono tutti i giocatori focalizzati e centrati in quello che devono fare, mentre al Milan non è lo stesso. Si può dire cosa non funziona alla Juve, ma tutti sono centrali e focalizzati come nell’Inter, nel Milan no e nella Roma no”.
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“Sulla partita – prosegue Adani – incide questo: il Napoli segna subito, pressa e quelle non sono ripartenze. Rrahmani riconquista con i piedi sulla metà campo, poi Anguissa e Lukaku col Milan che legge male la verticale con Pavlovic che non rompe la linea e poi Thiaw che non rimedia. Il secondo gol è un altro pallone recuperato: il Napoli ha 7-8 giocatori nella metà campo. Non sono di ripartenze i gol del Napoli, ma la partita è da squadra di Conte. Il Milan di chi invece? Non ha sicurezza, identità e fa tanti errori tecnici a ripetizione“.
“Tanti allenatori col joystick vogliono guidarti, ma noi facevamo finta di non sentirli. Cassano li mandava a quel paese, noi solo facevamo finta di non sentirli. Con Conte c’è voglia di sentirlo, c’è fedeltà, passione, un meccanismo di condivisione. Potevano stare 3 giorni di fila in campo, Olivera era insuperabile. Potevi dire agli altri di andare via e non cambiava nulla. Poi Lukaku non sai se è al 60-70%, ma lui lasca il segno nella squadra. Conte allena squadra, staff, stampa, tifosi, anche con le dichiarazioni”, ha concluso Adani.
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