Intervistato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport l’ex rossonero Dejan Savicevic è tornato ai giorni in cui vestiva la maglia del Diavolo, raccontando la sua esperienza con i colori del club milanista. 144 presenze, 34 reti totali, tre scudetti, una Coppa dei Campioni e una Supercoppa europea vinte con la maglia del Milan. Di seguito le sue parole.
Sulla cerimonia per i 125 anni: “Entrato nelle leggende? Mi fa molto piacere essere ricordato, il Milan ha una grandissima storia, è una delle squadre più grandi e famose del mondo ed è veramente bello sapere che dentro ci se entrato anche tu. Sono stato invitato per la cerimonia dei 125 anni, ma non posso venire a Milano. Mi dispiace, so che ci saranno tantissimi compagni e amici, ma sono purtroppo impegnato con la mia Federazione, sono il presidente, c’è un sacco di lavoro. Mando a tutti un abbraccio”.
Sul Milan: “Ho fatto cose buone, altre meno. Il Milan mi ha dato molto, io forse potevo fare di più. Mi dispiace per la finale di Vienna nel 1995. Mi ero infortunato, magari giocavo contro l’Ajax e vincevamo”.
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Sull’arrivo: “L’inizio è stato complicato. Un anno e mezzo. Ero in difficoltà, volevo tornare a casa. Non giocavo, avevo anche qualche problema fisico e poi davanti c’erano tre giganti: Gullit, Van Basten e Rijkaard. Stavo male. Problemi con la lingua, la città, il cibo. I nuovi compagni e il campionato diverso. Io ero alla Stella Rossa, avevo vinto una Coppa dei Campioni. Dovevo andare alla Juve, poi alla Roma, poi al Monaco in Francia. Ma ho scelto il Milan, è venuto il ds Ariedo Braida e abbiamo fatto in fretta. Ho accettato, poi a Milanello mi sono venuti i dubbi.A tal proposito Zvone mi ha aiutato molto. Mi diceva: ‘Dejan, non fare lo scemo, tu sei il più forte di tutti, non puoi scappare. Vedrai, giochi e spacchi tutto'”.Sul primo gol:“Contro il Genoa a San Siro, al mio primo anno, alla fine del girone di andata. Dovevamo farne minimo sei, abbiamo vinto solo su rigore. L’ho segnato io a dieci minuti dalla fine. Veramente doveva tirarlo Boban, ma Rijkaard l’ha preso per un braccio, l’ha tirato via e gli ha detto: Zvone vieni, lascia che tiri lui, tu sei stanco. Pensa se lo sbagliavo…”. Sull’attuale Milan:“A me non dispiace, indipendentemente dai risultati. Non lo dico perchè il cuore è sempre rossonero. è un Milan diverso dal mio, ma è normale, sono cambiate tante cose, le tattiche, la sequenza delle partite. Però tenta sempre di fare un buon calcio. Non so come finirà, è presto, il campionato italiano è molto equilibrato”.Su Milan-Stella Rossa:“Spero che sarà una partita divertente. Il Milan però è molto più forte della Stella Rossa, che è diversa da quella dello scorso anno. Ha perso con l’Atalanta, ma si rituffa subito in Champions, è una buona occasione per riscattare la sconfitta. Poi, lo sappiamo, le notti del Milan in Europa sono state spesso molto belle. Io ho avuto la fortuna di viverle”.
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