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Fonseca parla della verità quando dice di dire la verità?

Fonseca

A proposito della verità.

Servirebbe proprio un colpevole” è un gioco facilissimo da giocare, a cui non serve nemmeno il libretto delle istruzioni. È qualcosa di molto istintivo e per la verità semplice, e ci possono giocare un po’ tutti ed è fatto anche per gli esordienti.

Comunque, il gioco comincia ben tempo prima, già dai fasti gloriosi di quando il Milan era post-scudetto e c’era Stefano Pioli. È particolarmente facile sparare a zero su Stefano Pioli, soprattutto ultimamente. Anche se nelle ultime tre stagioni ha collezionato due secondi posti e una prima posizione.

Il gioco è ora in tendenza anche perché Paulo Fonseca ha ammesso nel corso della conferenza stampa di oggi: “Quando sono arrivato qui il Milan aveva già tre capitani, Calabria, Theo e Rafa. Immagina se io cambio il capitano, poi mi ammazzo. Io penso di aver fiducia nei capitani che abbiamo. Se sono d’accordo è un’altra cosa, ho rispettato la gerarchia della squadra“.

Ha poi aggiunto, sempre andando indietro alla gestione Pioli: “Sono tornato indietro alle ultime 10 partite dell’anno scorso, ho visto di cosa si parlava. Ho sentito quello che si diceva dell’atteggiamento della squadra, sono le stesse cose”.

La chiosa finale è stata significativa, in un modo o nell’altro Fonseca ha asserito: “Io dico sempre la verità”.

Risposta che, dalla sua, non ammette repliche. Nessuno metterebbe mai in dubbio la schiettezza dell’allenatore portoghese, questo sicuramente. Ma, certamente, non si è trattato di dichiarazioni indiscutibili.

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Fonseca

A risultare strane, riflettendo su queste parole “sincere” di Fonseca, non sono tanto l’eventuale immaturità di alcuni giocatori o il mancato impegno di altri, che il tecnico ha riscontrato. Vi sembrerà strano, ma sono cose che capitano quando alleni in Serie A, di avere opinioni divergenti su alcuni dei tuoi giocatori. Quel che sorprende quando Fonseca dice di dire sempre la verità è, in primis, un certo tempismo.

Perché, mentre Fonseca ammette di aver riscontrato problemi nell’atteggiamento di alcuni – come era accaduto nelle ultime dieci gare della scorsa stagione, secondo lui – va contro Davide Calabria. Proprio ieri, infatti, il difensore cresciuto nel vivaio rossonero, ormai presenza solida a Milanello, aveva – sia lodato – parlato apertamente. Un comportamento sempre più raro in questi periodi rossoneri. Sul proprio profilo Instagram, nella scorsa serata, Calabria aveva ammesso che “non avrebbe mai permesso a nessuno di intaccare il suo amore ed il suo impegno verso la squadra del suo cuore“. Dichiarazioni forti.

C’è da dire che Fonseca non ha mai detto, in conferenza, di aver trovato il capitano rossonero non professionale. Ma oggi ha lasciato trapelare di non apprezzare il comportamento di alcuni giocatori in campo e di non essere totalmente d’accordo sulle gerarchie dei capitani delle scorse gestioni. In queste gerarchie, Calabria risulterebbe quello più in alto. Questo sì.

In secondo luogo, da un po’ Fonseca appare solitario nelle dichiarazioni che deve offrire alla stampa. Ma questo non per sua ammissione. Proprio qui, infatti, non si è mai denotata – diversamente da come fa con i giocatori, di cui fa parla apertamente dei difetti – una parola sulle scelte societarie. Nonostante un’evidente mancanza di risposte, davanti ai media, di chi è davvero ai vertici del Milan.

In qualche modo, Fonseca “che dice di dire sempre la verità”, non lascia trapelare nulla sulla situazione societaria, mai. Curiosamente, non si è mai sentito in potere di nominare quella parte del club, e le “verità” societarie da lui non sono mai venute fuori. Un atteggiamento molto differente.

In terza battuta, non si possono non notare le differenze con Pioli. Non tanto quelle ovviamente legate al discorso tecnico, ma quel comportamento che porta Fonseca ad utilizzare i suoi giocatori come scudi dalle critiche. È così che i social, adesso, parlano di calciatori poco professionali (come possono, in effetti, anche essere) ma ben meno dei possibili errori di Fonseca che, così “schietto”, viene anzi ringraziato per le sue dichiarazioni. In realtà, siamo ancora di fronte ad un momento dove si prova a rendere tutti meno colpevoli, tranne i calciatori. E Fonseca che non sciacqua i panni in Arno (ma, anzi, svela i problemi dei suoi giocatori) non fa bene.

Ebbene, centra il giusto, ma Pioli – uomo ormai di difetti – era uno che, invece, si faceva carico delle colpe che circolavano, anche quando non erano responsabilità soltanto sue, ponendo l’intero ambiente al primo posto.

 

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