Il periodo non è dei più semplici da gestire per il Milan e per Fonseca. Le soddisfazioni non arrivano, i risultati sono altalenanti con una forte tendenza al negativo. La contestazione è definitivamente deflagrata, prima a San Siro alla fine di Milan-Genoa, partita dei 125 anni del Diavolo, poi durante la cena di Natale organizzata dal club rossonero. In pochi sono stati risparmiati dai fischi e dai cori. Uno di questi è Francesco Camarda, già idolo dei tifosi.
Leggi QUI – Verona-Milan, la probabile formazione: Fonseca punta nuovamente sui giovani
Come accade ormai da quando Pioli lo fece debuttare la scorsa stagione, quando il classe 2008 entra in campo, San Siro urla il suo nome, facendo risuonare un boato fragoroso tra le mura della Scala del Calcio. Lo stesso è accaduto domenica. Valon Behrami, ex calciatore e opinionista per DAZN, ne ha parlato durante la trasmissione social Step on Football, commentando così:
“Se la gente si esalta così perchè entra Camarda o un altro giovane vuole dire che hai abbassato le pretese e quindi anche le ambizioni si abbassano. Camarda ha talento, ma ad oggi non può prendersi sulle spalle il Milan”.
La replica dell’AIC è stata immediata. Con un post sui social, l’Associazione Italiana Calciatori ha difeso il ragazzo d’oro del Milan.
“Camarda acclamato come il Pippo Inzaghi dei tempi d’oro dallo stadio di San Siro è un buon segnale. Da alcuni è stato interpretato come un qualcosa di negativo, come se nel nostro campionato ci fossimo accontentati, per entusiasmarci, dell’ingresso in campo di un giovane promettente. Camarda è giovane, è italiano e rappresenta, forse, una delle concrete speranze per il futuro del nostro calcio, anche al netto del recente passato in ambito Nazionale”.
La difesa di Camarda è proseguita così:
“Il fatto che un classe 2008 trovi spazio in uno dei club più importanti della nostra Serie A è, di per sé, una notizia confortante. È un momento di transizione per il nostro campionato e per la nostra Nazionale, entrambi alle prese con un “ricambio generazionale” che obbliga al coraggio e alla tendenza, certamente più anglosassone che italica, di mettere in campo dei giovani di belle speranze cresciuti, spesso, nei propri settori giovanili. Ci sorprendiamo nel vedere in campo i 2008 e non dovremmo”.
Camarda, domani sera, potrebbe trovare nuovamente spazio. Che sia dal primo minuto o a gara in corso poco importa. Il gioiello cresciuto al Vismara è una delle speranze principali del club e della Nazionale.
