Il Milan sta vivendo uno dei momenti più difficili e complessi dei suoi ultimi anni di storia. A memoria, una stagione numericamente così negativa si fatica a trovarla. Diverse cose non funzionano e dare la colpa a solo una componente della macchina sarebbe scorretto, oltre che ingiusto. In ogni caso, il tempo delle scuse è finito. Lo sa il club, lo sanno i calciatori, lo sa il tecnico e lo sanno i tifosi. Domani a Lecce bisogna ricominciare a macinare punti, nonostante una settimana a tratti al limite dell’inverosimile. Del Milan e di quanto accaduto recentemente ha parlato Franco Ordine, intervenuto sul canale YouTube di Carlo Pellegatti.
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Come hai visto Sergio Conceçao dopo una settimana piena di lavoro?
“Ho capito diverse cose. La prima ho capito che si è reso perfettamente conto del fatto che quell’elenco di spiegazioni, scuse, del suo ex portavoce, e tra l’altro lui ha promesso di adire per vie legali, Conceiçao, lo ha irrimediabilmente danneggiato. E già secondo me questa è la sua consapevolezza iniziale. La seconda impressione che ho ricavato è questa: e cioè che lui sia alla vigilia di prendere decisioni abbastanza dure, forte, clamorosa, dal punto di vista dello schieramento, come per dire: “Tento quest’ultima strada, provo quest’ultima strada per vedere se riesco a venirne fuori”. E quindi è questa l’idea che mi dà. Devo dire, molto francamente, poco rassicurante”.
Ti ricorda qualcosa questa situazione? Come si uscirà?
“Senza sfogliare il libro di storia del Milan, ti faccio un esempio che è molto più vicino nel tempo e negli uomini. Questa stessa situazione è stata vissuta qualche mese fa dal Napoli, che poi è arrivato decimo. Tre allenatori, uno più sbagliato dell’altro, il presidente che fa casino. Il direttore sportivo non sostituito adeguamente. Ce lo abbiamo sotto gli occhi, è inutile che perdiamo tempo. Quello è!”
Ordine, infine, ha svelato l’identikit del tecnico ideale
Chi sarebbe il tuo allenatore ideale?
“Io prendo un allenatore: A, italiano. B, che abbia una carriera che ti dà una grande garanzia. C, che sia in grado non di smantellare questa squadra, perché questa squadra non è tecnicamente scarsa, ma che sia in grado di allenarla bene e con pochissimi ritocchi di rilanciarla. Chi risponde a questo identikit molto elemantare e molto semplice diventa l’allenatore del Milan”.
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