Uno dei principali capri espiatori della deludente stagione del Milan è sicuramente Yunus Musah. Il centrocampista americano è finito nel mirino della critica dopo le ultime prestazioni, in particolare dopo la gara contro il Como. In occasione della gara contro i Lariani l’ex Valencia si è reso protagonista del più classico dei cosiddetti gol mangiati. Dopo aver saltato anche il portiere il centrocampista di team USA doveva solo spingere il pallone in rete, ma il tiro è finito fuori dai pali. I tifosi sembrano aver identificato lui come uno dei maggiori responsabili del momento buio in casa Milan.
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Ai microfoni del portale Goal.com, Musah ha risposto alle critiche arrivate in questi giorni, riconoscendo di poter fare di più. Inoltre, essendo al secondo anno di Milan, il centrocampista americano sa di dover dimostrare qualcosa in più rispetto a un percorso di crescita che si immaginava potesse avvenire più velocemente, soprattutto dopo il grande mondiale giocato con la maglia di team USA in Qatar, nell’inverno del 2022. Al suo secondo anno di Milan, Musah ha collezionato 76 presenze, mettendo a referto 4 assist e nessun gol. Pesa inoltre l’errore di Zagabria. Contro i croati i rossoneri avevano l’occasione di accedere direttamente agli ottavi di finale senza passare dai Playoff. Complice l’espulsione del numero 80 nel primo tempo, il Diavolo ha perso una gara decisiva contro un avversario più che abbordabile. Queste le parole di Yunus Musah ai microfoni di Goal.com
Sulle critiche: “Quando giochi al Milan, ti aspetti di avere questo tipo di pressione. È un privilegio perché se non fossi un calciatore professionista, non vivrei queste cose. Bisogna accettare anche gli aspetti negativi. Nel corso della mia carriera ho sentito così tante cose negative che ormai non mi turbano più. Ho imparato a ignorarle. Dato che la gente mi vede giocare da più tempo, non è più così paziente. Lo capisco“.

Sui fondamentali da migliorare: “Devo solo avere più calma, in allenamento riesco a fare assist e anche a segnare. In partita mi sento sotto pressione perché è tanto tempo che non segno, quando mi trovo in quella situazione per me è difficile mantenere la calma. Devo lavorare sulle capacità di concentrazione. Ci sto lavorando, cerco di migliorare giorno dopo giorno. Sono convinto che con il lavoro arriveranno i gol e gli assist”.
Sui record in passato: “Per un certo periodo sono stato il giocatore più giovane ad avere più minuti giocati in Europa. Giocando tante partite ci sono più probabilità di commettere errori, ma è proprio attraverso gli errori che poi si può imparare. Ho già molta esperienza e penso che in futuro mi aiuterà”.
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