Sono settimane particolarmente calde e movimentate in casa Milan per quanto riguarda la scelta del nuovo direttore sportivo, una figura chiave per delineare il futuro sportivo e progettuale del club di via Aldo Rossi. La dirigenza rossonera è infatti al lavoro da tempo per individuare il profilo ideale a cui affidare un ruolo tanto strategico quanto delicato. Diversi i nomi finiti sul tavolo delle valutazioni: tra questi spiccano quelli di Igli Tare e Tony D’Amico, due professionisti stimati e particolarmente apprezzati dall’amministratore delegato Giorgio Furlani.
Tuttavia nelle ultime ore, un nome in particolare sembra guadagnare nuovamente terreno sugli altri: si tratta di Fabio Paratici, ex dirigente di Juventus e Tottenham. L’interesse nei suoi confronti non è certo nuovo, anzi. Come riportato da AllMilan.it nei mesi scorsi, tra le parti ci sarebbe già stato un accordo verbale, con i legali al lavoro per definire gli aspetti contrattuali e formalizzare l’intesa.
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Il percorso, però, non è stato lineare. A complicare la trattativa sono sopraggiunti gli sviluppi relativi alle vicende giudiziarie che coinvolgono Paratici. Il 15 aprile rappresentava una data chiave, in quanto il GUP (Giudice dell’Udienza Preliminare) di Roma avrebbe dovuto esprimersi sull’inchiesta Prisma, che vede lo stesso Paratici tra i protagonisti (LEGGI QUI L’ARTICOLO DEDICATO). La sentenza tanto attesa, tuttavia, non ha prodotto esiti risolutivi.
PISTA PERCORRIBILE?
Nonostante le incertezze e le difficoltà legate al quadro legale, la pista Paratici non è mai stata completamente accantonata. Anzi, resta tuttora la prima scelta di Giorgio Furlani, che ha sempre nutrito grande fiducia nelle capacità e nell’esperienza dell’ex dirigente bianconero. Una fiducia condivisa anche dal patron Gerry Cardinale, che proprio in queste ore, secondo quanto appreso dalla redazione di AllMilan.it, sarebbe in contatto diretto con Paratici per verificare la reale fattibilità dell’operazione.
In definitiva però, per quanto ci risulta, nonostante il recente confronto e il fatto che il suo nome sia attualmente il più accreditato per guidare la ricostruzione dell’area sportiva del Milan, rimasta senza un direttore sportivo dallo scorso dicembre, dopo la separazione da Antonio D’Ottavio, la reale fattibilità dell’operazione resta ancora fortemente in dubbio.
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