C’è un filo rosso, anzi RedBird che collega Milano, Torino e Tolosa. Un filo che passa da Damien Comolli, dirigente francese con un passato al Tottenham e al Liverpool, protagonista silenzioso del progetto che unisce il Milan al suo “club laboratorio” in Ligue 1.
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Tutto parte nel 2020, quando RedBird Capital Partners acquisisce il Tolosa, affidandolo proprio a Comolli. L’obiettivo è chiaro: applicare un modello gestionale basato sui dati, alla “Moneyball”. Il risultato? In due anni il club torna in Ligue 1, conquista una storica Coupe de France e diventa un piccolo gioiello sostenibile, capace di crescere talenti e generare plusvalenze.
Una filosofia che ricorda da vicino quella adottata oggi anche al Milan. Gerry Cardinale, fondatore di RedBird e proprietario dei rossoneri, vede nelle due realtà una continuità: sostenibilità, valorizzazione dei giovani e analisi scientifica delle performance.
E non è un caso che Comolli, dopo l’esperienza francese, sia entrato nell’orbita Juventus, mentre nel management del Tolosa è arrivato Massimo Calvelli, ex CEO ATP e uomo di fiducia del gruppo americano.

A Tolosa si lavora per il futuro con la costruzione di un nuovo centro sportivo da 18 milioni di euro, simbolo di una visione a lungo termine. In campo, il club naviga a metà classifica, ma con un bilancio positivo, +29 milioni sul mercato e con un gioiello da tenere d’occhio: il portiere Guillaume Restes, classe 2005, prodotto del vivaio e probabile futura plusvalenza.
Per il Milan, il “modello Tolosa” è un esperimento vivo e utile: un terreno dove testare strategie e metodologie che, con le dovute proporzioni, possono rafforzare anche la gestione rossonera. In fondo, RedBird ha un’unica missione: creare valore, dentro e fuori dal campo, unendo innovazione, sostenibilità e ambizione.
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