INTERVISTE PRIMA PAGINA

Juric non ha dubbi: “Come fermare Leao? Può essere lui la chiave”

Juric

La Serie A si prepara a vivere il primo turno infrasettimanale della stagione. Il Milan di Allegri, reduce dal deludente pareggio per 2-2 contro il Pisa, scenderà in campo contro l’Atalanta di Juric. Per il tecnico croato sarà una grande occasione per accorciare sulle prime posizioni: ad oggi la Dea è 7′ a quota 12 punti.

LEGGI QUI – Milan-Como in Australia? De Siervo spiega i motivi della scelta

Reduce dalle esperienze negative sulle panchine di Roma e Southampton, Juric sta ritrovando continuità e contro il Milan avrà l’opportunità di confermarsi. In questo inizio di stagione la sua Atalanta sta producendo molto in fase offensiva ma sta faticando a concretizzare. Il tecnico croato ha parlato quest’oggi in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni:

Mister, un pensiero sull’esonero di Tudor e su come uscire subito dalla serie di pareggi, magari già domani.

“Mi dispiace per Tudor, era un mister con il dna da Juve: purtroppo fa parte del nostro lavoro. Quando ci sono dei momenti dove giochi bene, crei tanto, ma non riesci a vincere, occorre essere lucidi e migliorare sotto tutti i punti di vista”.

Dopo le parole “a caldo” di Carnesecchi vi siete chiariti?

“Assolutamente sì. Sono molto soddisfatto di quello che sta facendo, poi è chiaro che le parole dette a caldo si possono prendere in un certo modo, ma è stato sbagliato, per quanto non lo abbia detto con malizia, ora conta ripartire e fare bene“.

In undici gare, in almeno quattro occasioni avete “regalato” un tempo. Da cosa dipende?

“Escludendo il primo tempo contro la Cremonese ho visto sempre una squadra viva. Dipende dai punti di vista, ma l’Atalanta solo sabato sera è stata in calo nei primi 45 minuti“.

Perché De Roon dietro? Lo rivedremo lì?

“Non è una sorpresa. Lui svolge bene quel ruolo, lavorando sulla marcatura della mezzala come è stato per esempio a Cremona: lui è abituato e ha fatto molto bene”.

Kolasinac può essere convocato? Scamacca titolare?

“Sono contento per come sta crescendo Kolasinac, ma non è ancora pronto per giocare. Scamacca? Vorrei farlo giocare, ma serve avere calma quando un giocatore rientra da un brutto infortunio”.

A Lookman manca soltanto il goal?

“Ademola sta dando tutto. Se qualcuno ha visto la corsa al 93′ per salvare il risultato, capisce quanto sia dentro alla squadra. Non è brillante come sa, lo sa anche lui: tra Lazio, Slavia e Cremona abbiamo creato più di 20 situazioni in cui normalmente risolve. Ma ha avuto un’estate complicata, nazionali, pochissimi allenamenti “veri”: tornerà devastante“.

Sotto quale prospettiva bisogna guardare l’Atalanta considerando che non vince da settembre, ma ha solo un punto in meno rispetto alla scorsa stagione?

“Analizzando dati e campo – tiri, angoli, ingressi in area – con Lookman e Scamacca in forma avremmo otto punti in più. Paghiamoun’estate complessa e il fatto che Krstović stia accelerando il suo percorso. Ma vedo progressi: prima toccava 10 palloni, ora 50. Bisogna restare lucidi“.

Allegri dice che è uno scontro Champions: cosa ne pensa di questo Milan?

“Allegri è di un’intelligenza altissima: sceglie parole che centrano sempre l’obiettivo. Il suo Milan è già molto “suo”: equilibrato, concede poco e valorizza i talenti. Noi faremo una grande partita. Con le big abbiamo già fatto cose importanti, anche con assenze. Leao e Modrić si arginano col collettivo e con preventive fatte bene“.

Scelte molto offensive a Cremona: cosa e mancato per impattare da subito?

“Il piano gara prevedeva una ripresa forte: portare centinaia di palloni in area per Scamacca, Lookman, De Ketelaere, sfruttare Zalewski nell’1vs1. Primo tempo: per la prima volta da quando sono qui, non mi è piaciuto. Secondo tempo ottimo, ma ci manca brillantezza“.

Kossounou contro Leao può essere la chiave?

“Sì. A Cremona non ha recuperato al 100% e ho evitato rischi. Con lo Slavia ha fatto benissimo: domani partirà dall’inizio“.

Trequartista dietro due punte o ancora tridente?

“Sono entrambe opzioni valide”.

Condizione fisica e mentale giocando così tanto?

“Valutiamo recuperi muscolari e segnali emotivi. A Cremona la mia sensazione era che emotivamente non avessimo recuperato lo sforzo con lo Slavia. De Ketelaere? Volevo fermarlo, ma l’ultimo allenamento mi ha detto il contrario: era in stato mentale eccellente“.

Il Milan gioca una volta a settimana: vantaggio loro?

Due letture: più recupero e più allenamento da una parte; dall’altra, noi siamo abituati ai ritmi. Mentalmente saremo pronti, ma avere più tempo è sempre meglio”.

Torna il 3-5-2: si aspetta mosse su misura?

“De Roon non giocherà dietro domani. Recuperiamo Kossounou: useremo la soluzione più logica. Marten può fare entrambe le cose, ma non è una mia preoccupazione”.

Quanto manca alla “versione ottimale” della sua Atalanta?

“Bastava fare gol. Tolto il primo tempo di Cremona, abbiamo concesso poco e creato tanto. Con più qualità nella zona gol parleremmo d’altro”.

Sembra cerchiate un passaggio in più prima di tirare. La preoccupa?

“No: abbiamo tirato circa cento volte nelle ultime cinque, gli avversari quaranta e rotti. A Cremona c’era un’azione in cui serviva il passaggio giusto e non il tiro: l’abbiamo letto male. Ma non è un problema cronico”.

Infermeria svuotata: cosa manca per la “scintilla”?

“La parola “voglia” è ambigua: di voglia ce n’è. Paghiamo l’estate di Ademola, l’infiammazione di Scamacca, il percorso accelerato di Krstović. Li sto anche forzando un po’ per portarli allo stato ottimale. Nel medio periodo saremo più forti: Lookman e Scamacca torneranno al top, Krstović crescerà, Sulemana e Samardžić hanno già dimostrato di esserci”.

Quanto è decisivo l’apporto della panchina?

“Fondamentale. Le squadre vincenti le fanno anche quelli che entrano: c’è chi soffre la panchina, e chi come Brescianini entrando cambia il match con la testa giusta. È una risorsa chiave“.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik Tok,YouTube e X