Siamo nel “day-after” del big match disputato alla New Balance Arena tra Atalanta e Milan terminato con un pareggio e tanta delusione da parte di entrambe le compagini. Di certo per i rossoneri si può parlare di punto “guadagnato”, specie se si va ad analizzare la partita di ieri sera, nella quale per diverso tempo ha subito e non poco, le varie sgasate di Lookman e le imbucate dell’ex rossonero Mario Pasalic. Tuttavia i rossoneri sembravano aver ripreso in mano la gara nella ripresa, quando al posto dell’infortunato Santi Gimenez, era entrato Ruben Loftus-Cheek, tornato a disposizione dopo aver saltato le ultime due uscite per un problema muscolare. Con l’inglese al centro dell’attacco milanista, i rossoneri sembravano finalmente aver alzato il baricentro e riuscivano a sfruttare bene i centimetri dell’ex Chelsea, tuttavia ciò non è bastato per cambiare le sorti del match.
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L’attacco che non performa
Il match di ieri sera ha un po’ riconfermato quelle che erano le problematiche principali della squadra di Massimiliano Allegri: rosa corta e un attacco che non porta i gol che dovrebbe. Il riferimento va fatto soprattutto se si guarda al messicano, Santiago Giménez. L’ex Feyenoord è diventato un vero e proprio caso all’interno del Milan: dopo 9 partite di campionato (8 da titolare), resta ancora a quota zero reti. Ora i minuti a digiuno diventano ben 627, quasi 10 ore senza trovare la via del gol. Troppi se hai sulle spalle l’attacco di una squadra che punta ad occupare le posizioni di vertice del campionato.
La fiducia di Max
Il tecnico Massimiliano Allegri tuttavia non ha perso l’occasione per difendere il giocatore: “Santiago è importante per il Milan, lavora molto per la squadra, i gol arriveranno“. Tuttavia, non bastano le buone intenzioni: Giménez appare meno pericoloso, poco incisivo nell’area avversaria e appare psicologicamente in difficoltà. In particolare, negli ultimi due impegni (contro Atalanta e Pisa) non ha mai preso la porta e la manovra rossonera non gli ha fornito le occasioni giuste. La speranza è che il messicano possa ritornare a fare ciò che sa fare meglio: gol. Nel mirino c’è la sfida con la Roma, proprio la squadra che lo voleva nella sessione estiva. Che sia un segno del destino?
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